Riprendo il mio cammino storico-naturalistico in una zona a me molto cara: la Lunigiana. Questa lingua di terra che si allarga tra due Regioni, Liguria e Toscana, e in particolare nelle due provincie di confine, La Spezia e Massa-Carrara, ha percorso i secoli con la sua storia fatta di lotte, ma anche di passaggio di pellegrini lungo la Via Francigena. Come ci si allontana anche di poco dalla via principale si viene avvolti dal silenzio, e allora questa storia così lontana nel tempo pare riaffacciarsi fino ai giorni nostri.

Il mio girovagare mi ha portato questa volta ad Ameglia, bellissimo borgo dello spezzino arroccato sulla collina, che guarda al mare fino alla Versilia. Parcheggiata la macchina, non si può non ammirare la sottostante vallata del Magra e la costa che corre lungo la Toscana. Il colpo d’occhio è di quelli che non passa inosservato. Ma anche il cominciare a camminare fra le sue stradine, con le case una di seguito all’altra, ha un sapore davvero unico.

L’origine di Ameglia si perde nel tempo, addirittura si parla del IV secolo a. C.. Punto di passaggio fra il Golfo della Spezia e la Versilia, Ameglia è sempre stato considerato un centro di traffici importante, soprattutto a partire dal Medioevo. Citato prima in un diploma imperiale di Ottone I (963), riconosciuto poi come possesso del vescovo di Luni, per poi alternarsi nel dominio tra quest’ultimo, Lucca e la Repubblica di Genova.

Storia ricca quella di questo borgo, e basta camminare al suo interno per averne contezza; come si alza lo sguardo verso l’alto, ecco apparire il castello con la sua torre circolare e il resto dell’intera struttura rettangolare. Bello immaginare la vita, dentro le sue mura, del vescovo-conte, come questi amministrasse la giustizia, gli adempimenti, ma anche tutto il quotidiano che ruotava intorno  questa figura.

Oggi, mentre si cammina lungo le stradine tortuose, è facile incrociare dei turisti, italiani e stranieri: li riconosci, perché, a differenza degli abitanti del posto, non danno confidenza. Invece, chi abita l’antico borgo ha quell’immediata confidenza che solo chi ha la fortuna di vivere in un ambiente sereno riesce ancora ad avere nel proprio DNA.

Certamente, la caratteristica principale di Ameglia sta proprio nel suo borgo abbarbicato e proteso verso il castello, il dedalo di viuzze che, da qualunque parte si decide di percorrerlo, riporta sempre sulla via principale, in ascesa come in discesa. La sua struttura fortunatamente inibisce il transito veicolare, un valore aggiunto al giorno d’oggi.

Forse il turista del XXI secolo amerebbe vedere più negozi di souvenir, ma io ho apprezzato molto il fatto che non si sia snaturato per obbedire a logiche consumistiche. Certo, bisogna avere uno a spirito adatto a un gusto per il passato, ma meno male che questa terra lo ha ben radicato.

Fanno parte del Comune di Ameglia altre frazioni davvero incantevoli, come Bocca di Magra e  Montemarcello, realtà che comunque meritano un giro a parte nei prossimi girovagare tra i “borghi di Lunigiana”.

Una delle stradine di Ameglia

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