<<…Bologna capace d’ amore, capace di morte, che sa quel che conta e che vale, che sa dov’ è il sugo del sale, che calcola il giusto, la vita e che sa stare in piedi per quanto colpita…>> Queste le parole con cui Guccini omaggiava la “vecchia signora”. E non è stato il solo a dipingere Bologna in una canzone: molti tra i più grandi artisti italiani, figli del capoluogo emiliano, hanno immortalato nell’essenza dei testi le sue piazze, i suoi palazzi rossi, i suoi colli e tutte le perle che la città ha sempre offerto senza troppe riserve. L’Estate 2017 ha deciso di fare lo stesso, di rendere a Bologna un grande e commovente riconoscimento: Bologna Experience.

Via Barberia 19. Palazzo Belloni. Coordinate semplici per una mostra davvero ambiziosa. Bologna Experience è un viaggio multimediale nella storia e cultura bolognese, iniziato il 1 Giugno e destinato a concludersi l’8 Ottobre di quest’anno. L’esposizione è stata ideata e organizzata da Con.fine Art. All’interno del palazzo troveremo davvero di tutto: fotografie, documenti, ologrammi, video interattivi, racconti… storia e tecnologia, musica e immagini si fondono in un’esperienza totalmente sui generis. Una volta entrati, non ci sarà nessun percorso obbligato a guidare i passi del visitatore, nessun filo conduttore; potremo girare liberamente, ricostruendo Bologna a partire da piccoli frammenti che cuciremo insieme in completa libertà.

Nelle cantine del palazzo non troverete né vino né antichi cimeli, bensì dei camerini. Di chi? Basta leggere i nomi sulle targhette per provare un’orgogliosa familiarità e, perché no, una leggera stretta al cuore: Luca Carboni, Cesare Cremonini, Fausto Carpani, Paolo Mengoli, Andrea Mingardi, Gianni Morandi e (qui la stretta) Lucio Dalla. Nei camerini, il cui accesso è libero, sembrerà di essere davvero insieme a questi grandi, non appena saremo accolti dalle loro melodie più famose.

Ma è opportuno non andare oltre. “Bologna Experience” non può essere descritta, va vissuta. Non siamo in un classico museo, dove il “do not touch” traccia un duro confine tra l’opera e l’osservatore; qui siamo esortati a toccare con mano tutto, a raccogliere un’esperienza il più possibilmente completa del nostro viaggio. Bologna è di tutti e tutti accoglie, da tempo immemore. Che siate di Taranto o Novara, dopo essere usciti da Palazzo Belloni sarà difficile non sentirsi veramente orgogliosi di questa città.

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