Bamoussa ucciso in Mali in un raid militare francese

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Il comandante del gruppo jihadista GSIM (Group to Support Islam and Muslims) Bamoussa alias di Ba Ag Moussa, è stato ucciso in Mali dalle forze militari francesi. Ad annunciarlo il governo francese.

Ucciso Bamoussa in Mali il più grande esponente jihadista

L’operazione è stata resa pubblica simbolicamente il 13 novembre, quinto anniversario degli attacchi suicidi nella capitale francese da parte di forze jihadiste. Florence Parly, ministra della difesa, ha specificato che durante le operazioni militari sono stati utilizzati elicotteri e truppe di terra. L’attacco ha avuto l’obiettivo mirato di “neutralizzare” Bamoussa, responsabile di alcuni attacchi verso forze militari maliane e truppe internazionali. La stessa Parly annunciò ad inizio novembre l’uccisione di 50 jihadisti in territorio maliano al confine con il Burkina Faso. In Mali, ex colonia francese, è attiva dal 2014 l’operazione militare Barkhane guidata dal governo parigino per contrastare l’avanzare di forze terroristiche affiliate o vicine ad Al-Qaeda.

Quale futuro per le truppe francesi in Mali?

Dalla sempre più instabile situazione politica nel paese (dello scorso agosto la notizia di un tentativo di colpo di stato militare), il governo francese sembra non avere intenzione di defilarsi. Anzi, le ultime comunicazioni in merito mostrano la volontà di operare in maniere ancora più presente in Mali e in tutta la regione. Parigi ha infatti reso pubblico di voler rinforzare la presenza militare in tutta l’area saheliana. Dal 15 luglio è attiva la task force Takuba che ha portato a circa 5.100 i militari europei in Mali. Ad avere un ruolo attivo oltre alle forze militari francesi, l’esercito estone e quello della Repubblica Ceca e della Svezia. Da qualche settima la sede del comando operativo è diventata la città di Ansongo in territorio maliano. Obiettivo dell’operazione è il contrasto dell’avanzata jihadista nel Sahel, con operazioni mirate anche nei territori di Niger e Burkina Faso.