mercoledì, Febbraio 28, 2024

Bambini dimenticati in auto, Forgotten Baby Syndrome

La sindrome del bambino dimenticato indica il fenomeno dei bambini dimenticati in auto. Essa è riconducibile all’amnesia dissociativa, che può colpire chiunque, perché non ci sono corrispondenze con disturbi psicologici pregressi. Così, in Italia dal 2020 sono obbligatori i dispositivi antiabbandono. Ma cos’è la sindrome che negli ultimi venticinque anni, nel nostro Paese, ha ucciso 11 bambini, dimenticati dai genitori in auto? Andiamo a vedere come si manifesta e da cosa è provocata.

La sindrome dei bambini dimenticati in auto

La sindrome del bambino dimenticato indica il fenomeno dei bambini dimenticati in auto. Si tratta della ‘forgotten baby syndrome’, definita così dal professore di Psicologia David Diamond. 11 bambini morti per essere stati dimenticati dai genitori nell’auto parcheggiata. Dimenticati per stress o stanchezza, dovuta alla cosiddetta ‘amnesia dissociativa’. Infatti, non ci sono corrispondenze con disturbi psicologici pregressi dei genitori. Ed è una situazione assurda e impensabile, che per la maggior parte delle volte è provocata proprio da un ‘oscuramento’ della memoria relativa a importanti eventi recenti. Non è riconducibile ad una causa organica.

Il primo caso

Il primo caso di bimbo morto per essere stato dimenticato in auto risale al 1998. E’ accaduto a Catania. Un papà dimentica il figlio di due anni in auto. Il bambino muore per asfissia. L’uomo capisce cosa è successo dopo una telefonata della moglie. Passano dieci anni prima che accada di nuovo. E’ una mamma a Lecco a dimenticare in auto la figlia.

L’ultimo caso

L’ultimo caso a Roma, il 7 giugno 2023. Trovata morta in auto , troppo il caldo in auto che è stato fatale per la bambina. Questo è il primo caso da quando hanno reso obbligatori, fino ai quattro anni, il dispositivo antiabbandono.

Il dispositivo antiabbandono

Per prevenire la sindrome, in Italia entra in vigore l’obbligo di installare un dispositivo antiabbandono in auto, per chiunque trasporti un bambino di età inferiore ai quattro anni, attraverso l’articolo 172 del Codice della strada ‘Uso delle cinture di sicurezza e sistemi di ritenuta’, del 2020. In ogni caso, questo fenomeno continua a ripetersi.

Cosa accade?

Il genitore dimentica il figlio chiuso in auto. Ciò accade in maniera inconsapevole. Infatti, è convinto di averlo lasciato a scuola o in un altro posto che frequenta. Soprattutto, può succedere quando i bambini sono molto piccoli, dunque non parlano e magari si addormentano.

Gli studiosi, per via delle ridotte evidenze scientifiche, hanno qualche riserva a riconoscere questo fenomeno come una sindrome.

Così, è definita come una forma di amnesia dissociativa, cioè perdita della memoria. Essa può essere causata da traumi e stress, tali da generare il vuoto di memoria. Questo è tale da far dimenticare anche informazioni personali fondamentali. La perdita di memoria può durare da pochi minuti a decine d’anni. Comprende la perdita delle informazioni biografiche. Come pure riguardo alle persone incontrare. E ancora ai pensieri e sensazioni.

Cause

Le abitudini e i ritmi di ripetizione delle azioni possono essere simili. Così gli individui compiono gesti automatici, non destando l’attenzione. Questa risulta limitata. Quando si è sotto stress, l’attenzione il cambiamento dei ritmi può far dimenticare ciò che succede attorno. Dunque, non si tratta di negligenza o abbandono consapevole da parte dei genitori che sono pieni di premure nei confronti dei figli.

Per rintracciare le cause, si guarda ad un momentaneo blackout della memoria ‘prospettica’. La memoria prospettica è ‘la capacità di ricordare di compiere un’azione precedentemente programmata, in un preciso momento temporale o a seguito di uno specifico evento mentre si è impegnati nello svolgimento di un’altra attività’. Quindi, questa è coinvolta quando:

  • una persona programma il compimento di un’azione;
  • tra il tempo della programmazione e l’attuazione trascorre del tempo nel quale la persona svolge attività non legate all’azione in programma;
  • non intervengono promemoria che indicano di compiere l’azione programmata.

    Disturbo del sistema di memoria prospettica

    Diamond imputa la dimenticanza all’habit memory, che consente di fare le cose senza pensarci, come un ‘pilota automatico’.

    Il blackout si verifica quando il ‘sistema di memoria delle abitudini’ del cervello domina sul ‘sistema di memoria prospettica’. E può verificarsi la sindrome del bambino dimenticato.

    Quindi, deve prevalere il ‘sistema di memoria prospettica’, per pianificare ed eseguire l’azione di portare i figli all’asilo , o lasciarli dalla baby sitter, o ovunque debbano stare.

    Campanelli d’allarme

    Esistono dei campanelli d’allarme che indicano il superamento del livello di stress. Essi sono:

    • difficoltà di concentrazione durante le attività quotidiane;
    • sonno non regolare o discontinuo;
    • irritabilità incontrollata e suscettibilità;
    • automatismi.

    Possibili precauzioni per i bambini dimenticati in auto

    La Forgotten Baby Syndrome non si può prevenire perché è difficile predire l’amnesia dissociativa. Quindi, si può far attenzione a determinati fattori e ad attuare delle pratiche. Innanzitutto, l’installazione dei dispositivi antiabbandono. Questi segnalano quando una cintura non è sganciata, cioè quella che tiene fermo il seggiolino che si monta in auto, che indica che c’è un passeggero in auto, oltre il conducente, ovviamente. Come pure, si può conversare col bambino durante il tragitto o fare affidamento su qualcuno esterno alla vettura che possa ricordare che c’è il bambino in auto. Ancora, lasciare un oggetto personale che serve, proprio accanto al proprio figlio. Ed anche programmare sveglie e promemoria su PC e smartphone.

    Conclusioni

    Anche la forma mentis deve modificarsi, puntando ad una cultura della sicurezza. Certamente, i genitori vanno sostenuti e non giudicati. Soprattutto in termini di prevenzione e sensibilizzazione. Attraverso la consapevolezza di sé e dei propri limiti. Ancora di comprensione del livello di stress che si è sviluppato. Guardare alla salute mentale in chiave di raggiungimento del benessere.

    https://www.periodicodaily.com/lo-stress-e-il-vostro-peggior-nemico-7-modi-per-combattere-lo-stress/

    Donatella Palazzo
    Donatella Palazzo
    Psicologa individuale, familiare e di coppia, e scrittrice. Sessoanalista (Istituto Italiano di Sessoanalisi e Dinamiche Sessuali). Specialista delle Risorse umane. Progettista in ambito sociale e scolastico. Membro dello Staff della Casa Editrice Noitrè. L'attività comprende, tra l'altro, la valutazione dei contributi di prossima pubblicazione, l'organizzazione degli eventi da presentare al pubblico e altro in ambito culturale.

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