sabato, Giugno 22, 2024

Approvato lo stop alle endotermiche entro il 2035

Infine l’accordo è concluso: è approvato il bando dei veicoli a combustione entro il 2035. Così ha riferito la Repubblica Ceca (titolare della presidenza semestrale) nella tarda serata di ieri 27 ottobre.

Bando alle endotermiche approvato: e adesso?

La notizia è giunta con un tweet. La Repubblica Ceca ha reso noto l’accordo tra Stati membri, il Parlamento e la Commissione Europea. Insomma è ufficiale: entro la metà del prossimo decennio le emissioni di CO2 dovranno essere tagliate del 100%.


Stop endotermiche torna a parlare Oliver Zipse


Un accordo provvisorio

Come è ovvio pensare, l’accordo è esclusivamente politico, ed è anche provvisorio: i regolamenti sul funzionamento dell’Unione Europea, infatti, parlano chiaro. Ogni intesa raggiunta nei termini di cui sopra dovrà poi necessariamente essere adottata in modo formale dal Consiglio e dal Parlamento europei. Ma, tutto sommato, si ritiene che si tratti di una formalità.

A grandi linee

Ma a conti fatti, in che cosa consiste questo accordo? Non è molto diverso da quanto già concordato. Prevede infatti la riduzione del 55% di emissioni per le auto nuove e del 50% per i furgoni entro il 2030, fino al taglio del 100% entro il 2035. Inoltre, fino al 2030 resterà il meccanismo di incentivazione Zlev, la concessione di obiettivi meno severi per i costruttori che soddisfino precisi parametri di riferimento per la vendita di veicoli a zero e basse emissioni. Unica novità, l’aumento del benchmark al 25% per le auto e al 17% per i furgoni.

Carburanti alternativi

Oltre a tutto questo, si è deciso anche di accogliere la proposta dell’EuroParlamento sui carburanti alternativi. “Previa consultazione con le parti interessate, la Commissione presenterà una proposta per la registrazione dei veicoli che funzionano esclusivamente con carburanti neutrali in termini di CO2 dopo il 2035 in conformità con il diritto dell’UE, al di fuori del campo di applicazione delle norme sulle flotte e nel rispetto dell’obiettivo di neutralità climatica”.

La clausola di revisione

Ma non è la sola proposta accolta, anche se questa proviene dal settore auto tutto. Il nome è clausola di revisione, e si tratta di una sorta di tappa intermedia tra oggi e il 2035. La data è fissata al 2026, e allora la Commissione Europea potrà valutare i progressi compiuti, rivedendo i target alla bisogna. Tutto questo “tenendo conto degli sviluppi tecnologici, anche per quanto riguarda le tecnologie ibride plug-in e l’importanza di una transizione fattibile e socialmente equa verso le emissioni zero”.

Qualche deroga

Non mancano infine le deroghe, per l’occasione ribattezzate “salva-Motor Valley”, rivolte ai produttori di nicchia. Per questi si intendono i produttori di massimo 10.000 unità l’anno, come Ferrari, ad esempio. Ma anche un rafforzamento di altre disposizioni: il taglio al limite dell’emissione di crediti per i costruttori per “le eco-innovazioni che riducono in modo verificabile le emissioni di CO2 su strada”. Significa una soglia abbassata da 7 g/km l’anno a 4 g/km l’anno dal 2030 al 2034. Non ultimo, lo sviluppo entro il 2025 di una metodologia comune a tutti i Paesi UE che possa valutare il ciclo di vita delle emissioni di auto e furgoni sul mercato, oltre che dei carburanti e dell’energia consumati.

Reazioni a caldo

Commenti e reazioni non sono mancati. Per prima l’Acea, che ha sollecitato i responsabili politici ad accelerare le iniziative “per implementare le condizioni abilitanti per una mobilità a emissioni zero”. Nella persona del presidente Oliver Zipse, prosegue affermando che “la decisione è di vasta portata e senza precedenti”, e rende la UE “la prima e unica regione al mondo a diventare completamente elettrica”. Ma aggiunge “Non bisogna commettere errori, l’industria automobilistica europea è all’altezza della sfida di fornire auto e furgoni a emissioni zero, ma ora vogliamo vedere le condizioni quadro essenziali per raggiungere questo obiettivo riflesse nelle politiche dell’UE”. Infine, richiede “abbondanza di energia rinnovabile, una rete infrastrutturale di ricarica privata e pubblica capillare e accesso alle materie prime”.

Un approccio pragmatico

A Zipse si unisce il direttore generale Sigrid de Vries. “Ora dobbiamo lavorare insieme su politiche che garantiscano l’accesso alle materie prime necessarie per la mobilità elettrica, rendano le auto elettriche prodotti per il mercato di massa a prezzi accessibili, mitighino le conseguenze negative sull’occupazione e consentano ai cittadini europei di caricare il proprio veicolo elettrico in modo rapido e semplice” ha spiegato. “Riteniamo che l’apertura tecnologica rimanga essenziale per mantenere l’agilità per rispondere alle diverse esigenze e per adattarsi alle mutevoli circostanze. Come dimostra l’attuale crisi energetica, la diversificazione è essenziale per migliorare la resilienza dell’Europa”. Per finire, l’Anfia pensa che sia “necessaria una riflessione per accelerare la transizione”, e che ci sia l’esigenza di “adottare un approccio pragmatico e solerte nello stimolare ancora di più investimenti e riconversioni produttive delle imprese, per salvaguardare competitività e posti di lavoro”.

Serena Nencioni
Serena Nencioni
Nata all'Isola d'Elba, isolana ed elbana e orgogliosa di esserlo. Amo la scrittura e la musica.

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