Anna Zvyagintseva: la bandiera di San Donato di Ninea

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Anna Zvyagintseva
Anna Zvyagintseva, San Donato di Ninea. Ph Luce Catanzariti

Spontaneo, in etimologia, deriva dall’avverbio latino sponte, ovvero libera volontà. In architettura, si considera spontanea una costruzione senza dogmi, scevra da qualsiasi vincolo, tirata su senza progetto, con poco spazio per il pensiero e tanto tempo per l’azione. Un’azione necessaria, perché rispondente all’esigenza di ripararsi e mantenere un luogo dove svolgere le azioni fondamentali della vita. Come al solito, è la natura a offrire la più diversificata e realistica forma di spontaneità, e quindi, di indipendenza estrema e imperturbabile forza di volontà. Anna Zvyagintseva a San Donato di Ninea ha realizzato To the rocks that hold roofs and to the plants that grow through stones.


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Tra i pendii scoscesi e nei fondovalle, lungo i bordi dei canali o nelle fratture delle rocce, pungenti rovi di more, ginestre coloratissime si accomodano su pietre inospitali. Per crescere non hanno bisogno di essere coltivate, non serve che qualcuno se ne prenda cura. Esistono perché vogliono, esistere. Come architetture che per elevarsi fanno a meno di studi o autorizzazioni, o forme anarchiche di sopravvivenza. In uno dei momenti più difficili e incerti della sua vita da donna libera, Anna Zvyagintseva ha scelto di rappresentare l’umana disposizione alla resistenza attraverso la manipolazione del simbolo tra i pià noti.

La bandiera

Nella storia dell’umanità, la bandiera ha rappresentato il segno espressivo dei valori di coesione e appartenenza, di sacralità e protezione, per grandi società come per piccole comunità. Alle rocce che sorreggono i tetti e alle piante che spuntano tra i sassi è un’opera volutamente priva di significati politici, un vessillo etico e universale. Un lavoro cucito sulla spontaneità della natura e dell’architettura sandonatese. Un tributo ad una comunità periferica e lontanissima, ma al contempo capace di essere incredibilmente vicina grazie alla disarmante umanità dei suoi abitanti.

Anna Zvyagintseva

Classe 1986, nata a Dnipro in Ucraina, indaga le sfaccettature impercettibili e impalpabili della vita, mettendo in mostra la loro fragilità. Corpo, percorsi, azioni inutili e piccoli gesti sono i temi principali del suo lavoro, incentrato sull’idea della potenzialità di fare qualcosa senza uno scopo chiaro. Anna ricerca l’esitazione e gli errori che possano portare a incontri e risultati inaspettati. Molte delle sue opere parlano della potenzialità del dubbio e sono un tentativo di osservare il movimento del pensiero. La sua opera è composta da un intreccio di disegni in varie forme e variazioni transmediali come scultura, installazioni, video e pittura.

La formazione artistica

Nel 2010 si è laureata all’Accademia nazionale di Belle Arti e Architettura, Dipartimento di pittura, a Kiev. Nel 2015 ha partecipato al Padiglione dell’Ucraina Hope! alla 56a Biennale di Venezia, poi nel 2017 a The school of Kyiv per la rassegna cittadina. Ha ricevuto il principale Pinchuk Art Prize nel 2017 e nel 2015 ha ricevuto lo Special Prize e ha anche ricevuto il Public Choice Prize. È membro del gruppo curatoriale Hudrada dal 2010. Mostre personali: The Empty Spaces of Doors and Windows Allow the Room to be Inhabited, 2019, The Naked Room, Kiev, Ucraina. Misplaced touches, 2017, Pinchuk Art Centre, Kiev, Ucraina. The radio behind the wall, 2015, Closer, Kiev, Ucraina. Trusting movement, 2013, Scherbenko Art Center, Kyiv. Il progetto di Anna Zvyagintseva a San Donato di Ninea è coordinato dall’associazione Altrove Vincenzo Costantino, Edoardo Suraci.

San Donato di Ninea

Un borgo di circa 1.200 abitanti della provincia di Cosenza. Arroccato sullo sperone roccioso della Motta (850 slm), San Donato di Ninea è immerso nel Parco Nazionale del Pollino, si affaccia sulla Valle dell’Esaro e la Sibaritide. È un antico borgo che deve le sue origini agli Enotri con a capo Ninevo, conosciuto anche per un ricco giacimento minerario denominato Cava dell’Oro. Il borgo vede susseguirsi varie dominazioni: prima i Longobardi che scelgono il luogo di culto le grotte della Madonna dell’Angelo, di origine naturale scavata nei secoli dall’acqua. In seguito gli Aretini che portano il loro santo patrono San Donato V.M., dedicandogli il nome al borgo e alla cappella situata nella contrada Pantano con dipinti di epoca bizantina.

I monumenti

Monumento importante è la Chiesa di Santa Maria Assunta, situata sul punto più alto, sede naturale del Belvedere. Ha all’interno il quadro miracoloso della Madre di Dio portato in processione il 24 maggio. Il borgo è arricchito da un secondo centro storico nella frazione Policastrello, dove si erge il castello feudale della famiglia Sangineti/Sanseverini. Una ricorrenza molto sentita è la Festa d’autunno a novembre in cui è celebrata la castagna, da secoli importante per l’economia sandonatese. Il borgo offre al turista anche esperienze suggestive in montagna al Rifugio in località Piano di Lanzo a 1.350m.

Immagine da cartella stampa.