Animali abbandonati: in Piemonte è allarme per gatti, tartarughe e conigli

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Gatti, tartarughe e conigli: è allarme abbandoni.

L’estate, purtroppo, da sempre rappresenta un periodo nero per i nostri amici animali, a causa dei numerosi casi di abbandono che si registrano nella nostra penisola. Sono diverse, infatti, le persone scellerate che, pur di godersi le vacanze senza porsi il «problema» di portare con sé le proprie bestiole o per non spendere denaro per affidarli a delle pensioni, decidono di gettarli via come fossero pacchi postali, condannandole ad un drammatico destino. E, stando dai dati provenienti dal Piemonte, sembra proprio che il triste fenomeno degli animali abbandonati sia addirittura in aumento per alcune specie.

Gli enti e le associazioni che si occupano di prestare soccorso agli animali in difficoltà lungo il territorio della regione piemontese hanno riportato che mai come quest’anno è salito enormemente il numero di gatti, tartarughe e conigli lasciati da parte da persone irresponsabili, mentre ci sarebbe un lieve miglioramento per quanto riguarda i cani, con un trend che sarebbe in costante diminuzione per il terzo anno di seguito. Il rapporto tiene conto del periodo che va da maggio fino ad oggi e contiene dei numeri piuttosto preoccupanti.

Tra gli animali abbandonati, l’allarme riguarda innanzitutto e a sorpresa le tartarughe che sempre di più vengono ritrovate nei laghetti delle zone verdi del Piemonte, come ad esempio il quartiere Falchera, Piazza d’Armi e il Parco della Pellerina. Questa macabra tendenza non rappresenta un bene per i rettili che, dopo essere stati cresciuti in ambienti domestici, non possono di certo trarre vantaggio dall’essere messi da parte e privi di chi si è sempre occupato di accudirli. Gli esperti ritengono che ciò accade perché i proprietari, prima di andare in vacanza, non vogliono spendere del denaro per affidare questi esemplari a delle pensioni, e così ritengono sia più «semplice» buttarli via nel primo laghetto, stagno o pozza d’acqua che trovano in giro.

In crescita gli abbandoni delle tartarughe.

Nel dettaglio, il rapporto stilato dalle guardie ambientali zoofile piemontesi (GRE) non lascia adito a dubbi: su dieci tartarughe acquistate, addirittura otto vengono abbandonate durante la stagione estiva. L’associazione Scialuppa a 4 zampe ha confermato queste preoccupanti stime, aggiungendo che rispetto al 2018 sono aumentati gli interventi di soccorso per animali abbandonati, passando da 450 agli oltre 500 attuali.

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Animali abbandonati: i gatti sono sempre di più

Marinella Bruno, fondatrice di Scialuppa a 4 zampe, al quotidiano La Stampa ha spiegato che sono diversi, purtroppo, i motivi che spingono le persone ad abbandonare gli animali prima di godersi le ferie. Ad esempio, se si guarda a cani e gatti, vengono lasciati da parte o perché sono ancora cuccioli e quindi troppo vivaci e difficili da tenere sotto controllo, oppure perché troppo avanti con l’età e quindi dispendiosi per quanto riguarda le cure e i controlli medici.

Invece, in merito al drammatico dato riscontrato per tartarughe e conigli, riguarderebbe in particolare le tariffe ritenute troppo alte delle pensioni che rincarerebbero i prezzi proprio nei mesi estivi.

Enpa: i dati sugli animali abbandonati in Piemonte.

Tornando sui gatti, la sezione Enpa di Torino ha lanciato un ulteriore allarme, sottolineando che in questi ultimi tre anni le adozioni sono incrementate del 50% circa e, di conseguenza, si sono moltiplicati anche i casi di abbandono. Tiziana Berno, esponente dell’associazione animalista, ha spiegato che le situazioni meno preoccupanti sono quelle in cui i felini vengono depositati nei trasportini nei pressi dei canili, ma purtroppo la stragrande maggioranza delle persone li getta via nei boschetti o dove si trovano delle colonie di gatti selvatici, nella errata convinzione che siano indipendenti e in grado di cavarsela da soli.

In realtà, anche in questa circostanza, trattandosi di gatti cresciuti in casa, come si verifica per i cani e le tartarughe, non sono più capaci di sopravvivere in strada e spesso vengono investiti dalle automobili o aggrediti e cacciati via dalle colonie dei loro simili, finendo per morire di fame.

Infine l’Enpa ha puntato il dito contro i social network. L’avvento di queste piattaforme, infatti, ha facilitato le vendite di animali che prevedono un numero minore di pratiche burocratiche, deresponsabilizzando di fatto i nuovi proprietari. Ancora una volta l’ente ha voluto sottolineare con forza che «prendere un animale non è un gioco», giacché rappresenta un impegno da prendere con serietà e con tanto amore e scrupolo. Dunque, meglio evitare di assumersi questa responsabilità, piuttosto che andare ad incrementare il triste fenomeno degli animali abbandonati.

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