Alcuni avranno già fatto le vacanze, molti altri invece dovranno ancora rilassare mente e muscoli prendendosi quel sacro e meritato stacco lavorativo delle tanto agognate ferie. Purtroppo, troppo spesso giornali e telegiornali parlano di abbandoni degli animali da compagnia soprattutto in concomitanza con i mesi estivi. Come ad ogni estate si deve cogliere l’occasione di sensibilizzare l’opinione pubblica per impedire che accada l’allontanamento dei nostri amici a quattro zampe o che vengano provocati, da parte di uomini sena scrupoli, maltrattamenti o torture su quelle creature che non possono né difendersi o denunciare abusi. Molti psicologi e psichiatri sono d’accordo nell’affermare che chi commette azioni di sottomissioni sugli animali rischia di essere più propenso ad atti analoghi su individui della sua stessa specie, ossia altri esseri umani. Dunque, da qui, l’esigenza di sensibilizzare al valore degli animali, siano essi da compagnia o selvaggi, e, di conseguenza, al loro effetto benefico psicologico ed emotivo sull’uomo. Perché sensibilizzare non significa solo far comprendere gli errori che si commettono e verso gli animali e contro se stessi quando si compiono le turpi azioni del maltrattamento, ma anche mobilitare l’opinione pubblica affinché vegli sugli abusi e ne impedisca la perpetrazione. Infatti, una società unita e cosciente capace di avere consapevolezza di sé e del proprio prossimo di conseguenza, si denota e si stabilisce proprio laddove il reciproco rispetto umano e animale avvenga all’interno di una relazione sana con le altre razze, poiché tutti siamo parte di una stessa natura e ogni essere è immerso in essa indissolubilmente con le altre creature. Ecco quindi le mostre e le manifestazioni in corso su un tema caldo come l’animalismo, utili ad ognuno, anche a coloro che sono incappati in abusi, perché grazie ad esse sappiano capire gli sbagli che li hanno portati a minacciare gli animali per ristabilire un sano rapporto con la natura e per rivalutare le loro azioni in prospettiva di un approccio non violento verso il mondo animale. Per mezzo dell’arte nelle mostre che vengono presentate, rabbia e frustrazioni verranno allontanate così da conoscere più autenticamente la bellezza e la bontà della natura e degli animali.

Campagna adozioni

A Roma, presso il Palazzo dei Congressi, fino al 3 agosto 2019, l’appuntamento è con la campagna sociale in favore della protezione degli animali contro l’abbandono e per l’adozione responsabile Si recita a teatro non in famiglia. Io potrei essere nella tua. Se mi adotti sei da applausi realizzata da Aurora Produzioni in collaborazione con Roma Capitale, e ospitata da Le Terrazze Teatro Festival di Roma sotto la direzione artistica del produttore Achille Mellini, il quale ha rinnovato anche per quest’anno la sensibilizzazione verso gli amici a quattro zampe all’interno della manifestazione. A sostegno della campagna, il cui scopo è quello di rendere partecipative le persone nei confronti della tutela degli animali da compagnia ma non solo, facendo comprendere quanto debba essere ragionata e programmata la scelta di accogliere un animale in casa propria evitandogli una possibile futura sofferenza o peggio l’abbandono se la decisione non è stata presa con consapevolezza, si sono attivati gli stessi artisti del cartellone del Teatro Festival, tra cui Cinzia Leone, I Centouno, Pablo & Pedro, Enzo Salvi, Dado, Antonello Costa, Massimo Bagnato e Carmine Faraco, i comici di S.C.Q.R. e il Premio Persefone Comicus, presieduto da Maurizio Costanzo e diretto da Francesco Bellomo. Durante ogni serata saranno diffuse le foto di cani e gatti in cerca di una famiglia e attualmente ospiti presso i canili comunali.

Mostre

Branco. Cani nella Fontana del Cervo, Reggia di Venaria Reale di Torino

Fino al 3 novembre alla Reggia di Venaria Reale di Torino, la residenza sabauda patrimonio dell’umanità dell’UNESCO, si può partecipare all’esposizione Branco. Cani nella Fontana del Cervo dell’artista Velasco Vitali, il quale propone, in occasione della XX edizione de La Milanesiana, oltre 60 sculture visitabili alla Corte d’onore della Reggia. Come sostiene l’autore parlando dell’esposizione:

E’ una metafora della ricerca di una casa, di un luogo di appartenenza, nella quale il singolo non perde tuttavia la sua individualità. Tutti i cani del Branco hanno un nome che richiama le città fantasma realmente esistite proprio perché l’installazione vuole raccontare l’abusivismo edilizio, di case costruite in 24 ore, con i materiali più immediati, gli stessi impiegati per la realizzazione delle sculture, dal calcestruzzo al ferro, dalla lamiera al catrame e al piombo, edificate senza calcoli strutturali e senza permessi. Il tema quindi è la precarietà, interpretata come sforzo di sopravvivere alle difficoltà, prima fra tutte la fame e sono proprio i cani radunati in branco a rappresentarne l’architettura sociale

Dalle parole espresse da Vitali si coglie chiaramente l’intenzione dello sculture, in quanto mettendo a confronto la precarietà edilizia simbolo dell’abbandono degli animali, vuole costruire un parallelo tra la caducità e la non costruttività dell’azione dell’abbandono nei confronti degli animali.

Velasco Vitali, con un’opera in mostra

Quegli stessi animali abbandonati sono, dunque, la provata manifestazione della cattiveria umana, di un sentimento non autentico che da passione per l’altro si è trasformato in emozione usa e getta al solo scopo del consumismo più sfrenato, nemmeno più i sentimenti sono rimasti veri, intaccati dal desiderio incontenibile portato all’assurdo di un infantilismo che non sa più differenziare l’amore e l’umanità dalla mondanità più libidinosa e contingente. Ma la speranza, nelle opere di Vitali è dietro l’angolo, perché, nonostante la decadenza del senso civile e umano, la pulsione alla sopravvivenza ci spinge, uomini e animali, a rimanere allacciati alla vita, un’esistenza che non può essere condotto nella solitudine ma nella complicità salvifica.

Corte d’onore alla Reggia di Venaria Reale, sede della mostra

E’, quindi, esattamente da questa spinta, laddove tutto si è perduto, che bisogna ricominciare, ovvero dalla comunanza che porta l’uomo e l’animale ad essere uguali, cioè la natura. Restaurare la società significa essere coscienti della propria natura senza che essa venga repressa o soppressa da impalcature effimere introdotte da culture o tradizioni oppressive che non lasciano alla natura e alla verità dell’anima di conoscere se stesse in pieno. Per questo il luogo dell’esposizione si presta molto allo spirito della mostra.

Di galli e galline, upupe, civette e altri animali, Palazzo Bagatti Valsecchi di Milano

Palazzo Bagatti Valsecchi a Milano ospita la mostra Di galli e galline, upupe, civette e altri animali del friulano Toni Zuccheri, fino al 13 ottobre 2019. Artista non più vivente, i suoi lavori non smettono mai di stupire per la raffinatezza e il cesello con cui sono stati prodotti. Ormai l’artigianato è un’arte che si sta estinguendo, ma autori come Zuccheri la fanno sicuramente rinascere come ineguagliabile forma espressiva.

Toni Zuccheri

L’artista, abile maestro vetraio e capace artigiano formatosi nelle fornaci di Murano e di Venezia, combinando nelle sue creazioni diversi materiali naturali, come vetro, foglie secche, sassi, pietre, legno, bronzo, pannocchie, dà vita a opere a tutto tondo che rappresentano il mondo selvatico, soprattutto volatile. La preferenza agli uccelli non si può interpretare in altro modo se non con il desiderio di libertà, di spensieratezza e di leggerezza verso la vita e nei confronti dell’ambiente, senza che tale sentimento cada nella tirannide e nella megalomania umana in cui troppo spesso al giorno d’oggi siamo assorbiti a causa della prevaricazione dell’uomo sulla natura, atteggiamento provocante esiti deleteri e disastrosi.

Le singolari sculture che nascono dalle mani provette dell’artista sono strane quanto singolari, capaci di racchiudere perfettamente l’anima della natura, la sua magia e la versatilità che le appartiene. All’interno della mostra sono previste visite guidate e laboratori per famiglie.

Animals, Centro Saint-Bénin di Aosta

La mostra del fotografo internazionale Steve McCarry, Animals, presso il Centro Congressi ed Esposizioni Saint-Bénin di Aosta, si tratta di un’antologia di 60 immagini sul tema degli animali selezionate dal fotografo tra le più significative. Scatti che si collegano ai disastri naturali ed alle catastrofi artificiali in grado di mettere a repentaglio la flora e la fauna del fantastico ma delicato sistema ecologico qual è il nostro pianeta Terra.

Steve McCarry

Per assecondare la sensibilità dello spettatore la mostra è articolata in un percorso espositivo che garantisce al visitatore massima libertà di fruizione così da renderlo autonomo e non condizionato nella critica e nel ragionamento in modo tale da poter leggere l’esposizione come un libro aperto su cui poter pensare razionalmente ed emotivamente trovando magari soluzioni ai problemi evidenziati negli scatti. La mostra si concentra in particolar modo sulle interazioni tra individui, siano essi agenti atmosferici, animali, piante, uomini o culture e, dunque, sul difficile rapporto che può intercorrere tra questi legami.

McCarry vuole dimostrare come il mondo non può esistere senza che si stabiliscano connessioni fra entità, sicché, in analogia con Velasco Vitali, non è possibile né pensare né agire in un mondo che non rispetti l’alterità, poiché se la componente dialettica tra un agente e l’altro si dovesse venire a rompere ecco che ne scaturirebbe una malattia, come dimostrato dalle foto del disastro ecologico prodotto dalla Guerra del Golfo grazie alle quali McCarry ha ottenuto il quinto riconoscimento World Press Photo. La convivenza è il fulcro dell’esistenza, umanità e natura non possono fare a meno l’una dell’altra, poiché una è il riflesso interiore dell’altra come due facce di una medaglia che combaciano e che, nonostante siano unite dallo stesso destino, sanno essere indipendenti proprio perché capiscono ed interpretano le esigenze della parte sorella.

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