Agrifood: la ripartenza del nostro Paese grazie ai giovani nell’agricoltura

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Il periodo di pandemia ha trascinato molte aziende e di conseguenza molti lavoratori alla chiusura e alla fine del proprio lavoro. Ma nonostante ciò il 2020 è stato un anno importante nel settore Agrifood. Secondo i dati di Coldiretti, basati su Unioncamere, in quest’ultimo anno c’è stata un’impennata storica del 14%. Giovani imprenditori hanno avuto il coraggio di investire nel settore agricolo rispetto ai dati di 5 anni fa! Quindi possiamo affermare quanto i giovani e l’agricoltura possono essere una risorsa importante per la ripartenza del nostro Paese nel post-Covid.


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L’AgriFood è il nuovo mestiere dei giovani?

In questo periodo, l’Italia è dichiarata “leader europeo” per il numero delle imprese agricole guidate dai giovani con oltre 55.000 imprenditori under 35 in tutta Italia alla guida di aziende agricole e allevamenti. Questo succede anche grazie a molti fattori che troviamo nel settore Agrifood, tra cui l’aumento delle persone che cercano un’alimentazione più sana, ecosostenibile e BIO. Il BIO lo possiamo definire un “business” più che scelta di vita in quanto un prodotto BIO non lo troviamo al solito prezzo di mercato di un prodotto trattato con fitofarmaci. Sono questi i fattori per cui non è raro trovare ragazzi, che si laureano in materie lontane dal mondo agricolo ma che decidono di intraprendere, chi per passione e chi per prendere le redini delle aziende di famiglia, la strada dell’agricoltura.

I pro e i contro

In tutti i settori che vogliamo intraprendere ci sono dei pro e i contro. In agricoltura troviamo sicuramente tanti ostacoli, ma se crediamo davvero in quello che vogliamo fare, si superano. Possiamo trovare molte agevolazioni anche per chi parte da zero ed è under 40. Esiste infatti “l’insediamento giovani” ovvero un aiuto economico stanziato dai fondi europei. Nota dolente è come sempre la burocrazia! Secondo dati Istat più della metà dei giovani che presentano la domanda non ricevono risposta positiva e questo per colpa di errori di programmazione delle amministrazioni regionali. Ma anche chi riesce ad avere risposta positiva, ovvero che gli viene accettata la domanda, solamente la metà ha ricevuto i soldi che gli spettava. Per l’altra metà si sono presentati problemi dal punto di vista finanziario. Per maggiori informazioni sulle agevolazioni ci possiamo rivolgere presso gli uffici della Coldiretti. Il settore agricolo è pertanto un “campo” con mille insidie ma non per questo possiamo metterci una croce. E’ un mestiere che richiede impegno, sacrifici perché non esistono ferie e feste, ma prendersi cura della terra e degli animali ogni giorno specialmente perché ti piace allora ne vale sicuramente la pena. La soddisfazione che si prova nel vedere i risultati della propria terra difficilmente la si può trovare in altri mestieri, forse perché in fondo si tratta di un mestiere presente da decenni nella nostra cultura.

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