Adriano Olivetti: biografia di un genio a tutto tondo

Adriano Olivetti è stato un uomo immenso, capace di dare tantissimo in tanti campi. Ecco tutto ció per cui quest'uomo dovrebbe essere ricordato da tutti...

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Adriano Olivetti è forse l’italiano del Novecento che più si avvicina al prototipo di genio a tutto tondo che il grande Leonardo Da Vinci ci ha illustrato con il suo esempio. Diplomato e laureato in discipline scientifiche in tempi in cui avere una laurea era già di per sé una conquista di inestimabile valore, Olivetti era anche un grande estimatore di arte, filosofia, editoria e politica: tutti elementi che si sono poi integrati in un tutt’uno e hanno creato una figura importante sia a livello industriale che a livello sociale e politico. Ma chi era di preciso Adriano Olivetti? Scopriamolo insieme.

Adriano Olivetti: gli studi, il lavoro, l’antifascismo

Adriano Olivetti. La biografia

Nato nel 1901 da padre ebreo e famiglia multiculturale che non gli diede alcuna impostazione religiosa, Adriano Olivetti ebbe la fortuna di crescere in un contesto culturale molto elevato: le classiche e banali liti fra padre e figlio nel suo caso erano su argomenti filosofici e politici, ma andando avanti nel tempo le sue idee andarono sempre di più a coincidere con quelle del genitore. A 19 anni, Olivetti si diploma in un istituto tecnico nella sezione matematico-fisica, dopo di che si iscriverà alla facoltà di ingegneria chimica: questo non gli impedirà però di partecipare alla Prima Guerra Mondiale come volontario, senza che ciò abbia ripercussioni particolarmente nefaste sullo studio.

Dopo una breve esperienza editoriale presso un giornale locale fondato dal padre e la laurea, per Adriano Olivetti ci sono due problemi da affrontare: l’entrata nel mondo del lavoro e l’ascesa del fascismo. Nel primo settore, l’imprenditore prende subito le redini dell’azienda fondata da suo padre: parliamo proprio della Olivetti, la quale diventerá in futuro la prima industria italiana per prodotti da ufficio. Si tratta di un lavoro che Adriano porterà avanti con intelligenza ed intraprendenza, dando vita a prodotti innovativi e ad un’azienda molto ben performante. Il rapporto col fascismo, invece, lo vede schierarsi immediatamente come oppositore subito dopo l’omicidio Matteotti; seguirà un periodo di mitigazione ed accordo col regime, non si sa quanto veritiero ma che per certo permise alle sue opere in ambito urbanistico (dove pure molto attivo) di essere esposte a Roma negli anni ’30.

Quando però il fascismo iniziò a sfociare verso la sua parte finale, quella più abietta, Olivetti non ebbe più dubbi: si schierò a favore della resistenza finché la sua origine ebraica non rese troppo pericolosa un’ulteriore permanenza in Italia. Grazie a documenti falsi, Olivetti si mise in salvo in Svizzera: un’esperienza che si rivelerà fondamentalmente per lo sviluppo della sua futura identità politica. Olivetti si mantiene comunque in contatto con la resistenza, ed è pronto a tornare in Italia e riprendere in mano le redini della sua azienda nel pieno dopoguerra. Un’azione sicuramente coraggiosa, che fu portata avanti con caparbietà ed intelligenza e fu uno dei principali traini per l’economia italiana in quel periodo di ripresa.

Impegno politico e sociale

Il ruolo di imprenditore, nel contempo magnate e datore di lavoro di molte persone, diede molto da pensare a un uomo che conservava in sé una forte aura umanistica. In Svizzera, Olivetti aveva sviluppato idee fortemente federaliste: era ormai convinto che l’Italia è l’Europa intera dovessero essere divise in tante regioni autonome, eguali a livello sociale ed economico e caratterizzata da una forte coesione culturale, e decise di finanziare sia delle pubblicazioni periodiche che portassero avanti (anche) le sue idee che dei progetti che potessero risultare utili alla comunità. Questo segnò le basi per il passo successivo di Olivetti: l’ingresso effettivo in politica.

Adriano Olivetti fondó dunque un movimento politico chiamato “Movimento Comunità”: un esperimento politico che ottenne un discreto successo e gli permise di essere eletto in prima persona all’interno del gruppo misto del parlamento italiano. Il movimento tentava di unire liberali e socialisti sotto un unico ramo edebbe un’importanza notevole su politica, cultura ed economia italiana. L’impatto che Olivetti aveva avuto suloiano economico fu la base per importanti successi a livello politico e sociale, e tutto cooperó nel renderlo una grande icona del secondo dopoguerra.

La morte di Adriano Olivetti

La morte di Adriano Olivetti fu un evento prematuro e decisamente sospetto: l’uomo ebbe una emorragia interna a livello cerebrale mentre era a bordo di un treno, senza che nessuno sia mai riuscito ad individuarne la causa. Perfino la CIA ha indagato sull’avvenimento, ma nessuna risposta ufficiale è stata mai trovata per questa tragica fine.

In seguito alla morte di Olivetti, il suo sogno politico è morto mentre il suo impero industriale ha continuato a proliferare, innovare, dare lavoro a persone capaci. In altri tempi, un uomo come lui sarebbe stato ricordato tanto per la tecnica quanto per l’amore per filosofia e arti varie, ma in un mondo in cui il sapere deve sempre essere settorializzato e la versatilità non è incoraggiata abbiamo preferito tutti ricordarlo con un unico ruolo ben definito. Speriamo che almeno il bel ricordo di questo innovatore permanga per quanto più tempo possibile.

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