A Lisbona durante il look-down sono tornati i delfini

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A Lisbona, in Portogallo, i delfini sono tornati nel fiume Tago e stanno diventando una delle principali attrazioni turistiche. La capitale del Portogallo, Lisbona, sorge sulla costa ed è caratterizzata da un territorio collinare. Dall’imponente castello di São Jorge, il panorama si allarga sugli edifici in tinte pastello della città vecchia, sull’estuario del Tago e sul ponte sospeso chiamato Ponte 25 de Abril. 

Un fenomeno senza precedenti per Lisbona

I dieci membri dell’equipaggio del semirigido di Terra Incógnita, una delle tante compagnie che organizzano viaggi in mare per vedere i cetacei nel fiume Tago hanno avvistato, in lontananza un gruppo di delfini che nuotavano. I delfini in meno di un minuto hanno circondato la barca: un’immagine che sembra uscita dal National Geographic, molto rara in questa zona. Da queste parti, non lontano dal Faro di Bugio, situato su un isolotto alla foce del fiume, sono già state avvistate altre specie come orche, squali martello e persino balenottere minori. Il delfino è sempre stato presente. Ma d’altra parte, è molto più raro negli ultimi decenni vederli avventurarsi lungo il Tago. Ormai è uno spettacolo quasi quotidiano: dallo scorso anno, dall’inizio della primavera alla fine dell’estate, gruppi di delfini risalgono il fiume fino al Parque das Nações, a volte anche fino ad Alverca, proprio all’inizio dell’estuario. “Abbiamo sempre visto i delfini, ma mai come dall’anno scorso. Da maggio a settembre, non passa giorno in cui non lo vediamo”, conferma Bernardo Queiroz.

Perchè scegliere il vetro? Anche per i delfini

Il ritorno dei delfini a Lisbona

A causa della pandemia, la diminuzione dei passaggi delle navi da trasporto passeggeri e le navi da carico, e quindi dell’inquinamento organico e acustico dell’acqua, spiega in parte l’aumento degli avvistamenti di delfini. Il fenomeno non è limitato a Lisbona, dal momento che i cetacei tornano in altre parti del mondo dove erano rari, soprattutto nelle acque tra Hong Kong e Macao, o nello stretto del Bosforo, di fronte a Istanbul.

I delfini assomigliano a noi uomini sotto molti punti di vista

Sono mammiferi intelligenti, che apprezzano la compagnia dei loro simili e apprendono per imitazione. Vediamo in loro animali gioiosi, poiché interpretiamo come un sorriso la forma del loro muso. Per orientarsi sott’acqua, i delfini non utilizzano quasi per nulla la vista e sfruttano invece il sensibile biosonar di cui sono dotati. Generano dei suoni nelle cavità nasali, che vengono poi modulati verso l’esterno. Quando incontrano un ostacolo, le onde sonore vengono respinte all’indietro. È così che i delfini individuano la presenza di intralci lungo il percorso o di possibili prede.

Il delfino è un animale sociale

Vive in gruppi che, a seconda delle specie, possono comprendere fino a 100 esemplari. Gli animali comunicano tra loro attraverso fischi e schiocchi e i singoli individui sono riconoscibili in base alla tonalità con cui li modulano. Le diverse specie si differenziano sensibilmente in termini di lunghezza. Il più piccolo, il delfino di Hector, è lungo 1,4 metri, mentre l’orca, il delfinide più grande, può misurare fino a 9,8 metri. Purtroppo, alcune specie di questi mammiferi così sociali sono in pericolo. Molti sono i progetti mirati per promuovere una pesca sostenibile e per l’introduzione di aree marine protette, affinché i delfini possano sopravvivere.