23 anni senza Gianni Versace, il genio della moda

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Gianni Versace: 22 anni fa l'assassinio a Miami Beach

Gianni Versace era un genio. Era un talento indiscusso, nel campo della moda e del design. Era anche un grande uomo, amato da tutti: dalla sua famiglia, dai suoi collaboratori e dalle sue Top Model. Nell’olimpo del Fashion System non vi era personalità che non lo apprezzasse. Tuttavia, la vita di Gianni Versace è stata, ingiustamente, stroncata dalla follia di un pazzo, 23 anni fa oggi, il 15 luglio 1997. Quella mattina, sugli scalini all’ingresso della sua villa a Miami, venne freddato con due colpi di pistola, che non gli lasciarono scampo.

Con la morte di Versace l’Italia ed il mondo perdono lo stilista che ha liberato la moda dal conformismo, regalandole la fantasia e la creatività“. (Franco Zeffirelli)

Il fratello Santo Versace affermò: “Gianni non può essere morto. Gianni non muore“. E Gianni non è morto, vive nel Marchio che ha fondato e che tutt’oggi continua ad essere uno tra i più prestigiosi e desiderati al mondo.

La famiglia e la scalata al successo

Originario di Reggio Calabria trascorre l’infanzia e l’adolescenza nella sartoria della madre. Qui, nasce e matura la sua passione per l’arte e la moda che, lo porterà sui Red Carpet più famosi del mondo, da Milano a Los Angeles: un successo planetario.

Gianni Versace

Reggio è il regno dove è cominciata la favola della mia vita: la sartoria di mia madre, la boutique d’alta moda. Il luogo dove, da piccolo, cominciai ad apprezzare l’Iliade, l’Odissea, l’Eneide, dove ho cominciato a respirare l’arte della Magna Grecia“.

Il sogno divenne poi realtà e Gianni nel suo campo era, senza dubbio, un fuori classe. Lo distingueva una passione per la moda e per l’arte incontenibile, fuori dalla norma. In lui tutto era eccesso, opulenza, magnificenza. Faceva sognare il mondo intero con le sue creazioni e con il suo modo di vivere la vita, che lo ha accompagnato sino alla tragica fine.

Nel 1978 fonda l’omonima casa di moda e la sua prima sfilata segnò il suo trionfo. L’olimpo del mondo della moda apriva le sue porte a Gianni Versace, che una volta dentro rivoluzionò il concetto di moda stesso, conferendo un lustro senza eguali al Made in Italy.

Gianni Versace si è reso artefice di uno stile sempre in evoluzione, mai statico ma innovatore. La sua ispirazione non aveva limiti e ciò si riflette nelle creazioni che portano il suo nome, e che sono passate alla storia.
Punto di forza del designer fu la sua famiglia. Molto legato ai due fratelli, fondò la casa di moda con Santo (Gianni era il genio artistico, Santo l’esperto in economia). Qualche anno dopo vi fece il suo ingresso anche la sorella minore, Donatella.

Un’unione affettiva e di intenti, alla base di una immensa fortuna.

Gianni mi chiedeva un parere su tutto. Diceva che noi donne siamo più intelligenti“. (Donatella Versace)

La Medusa “da cui non si torna mai indietro”

È il logo inconfondibile della Maison Versace, fondata da Gianni nel 1978. Derivante dal retaggio culturale proprio di Versace, la “Magna Grecia”, Medusa è un personaggio forte e intimidatorio, simbolo di bellezza e potenza, a cui è impossibile resistere. Il suo sguardo è magnetico, non lascia scampo. Esercita un’attrazione fatale su chi la osserva. È proprio questo lo scopo di Versace, ipnotizzare!

Quando le persone guarderanno a Versace, dovranno sentirsi atterrite, pietrificate, proprio come quando si guarda negli occhi la Medusa“. (Gianni Versace). E così fu.

Non riuscivano a resistergli personalità come Lady Diana Spencer, sua amica ed ammiratrice. Madonna, Jennifer Lopez e Penelope Cruz, sono solo alcune delle tantissime donne che amano, e non rinunciano a Versace. Non a caso, il New Yorker lo definì “L’imperatore dei sogni“.

Top Model… per la prima volta

Gianni Versace

A Versace si attribuisce il merito di aver introdotto nel mondo della moda il concetto di Top Model, per come lo intendiamo noi oggi. Gianni Versace fu il primo ad intuire che le modelle non fossero solo “manichini” e che in quanto tali dovessero essere valorizzate. Non concepiva che venissero “usate” come semplice mezzo sul quale mostrare gli abiti. Per Versace erano innanzitutto donne, ciascuna dotata di una personalità e caratteristiche fisiche differenti, e così ognuna di loro era perfetta per indossare un abito piuttosto che un altro. Pretendeva che questa personalità trapelasse durante le sfilate: la modella donava carattere all’abito che portava indosso! In effetti, le modelle vestite da Versace solcavano la passerella, apparendo agli occhi degli spettatori come vere dee.

Sulla modella “sbagliata” anche l’abito più bello poteva perdere il suo fascino, rischio che Versace non ha mai corso.

Gianni Versace, negli anni ’90, è artefice della fortuna del mito delle Supermodelle entrate di fatto nello Star System, come icone del mondo della moda . È lui a consacrare personalità del calibro di Naomi Campbell, Cindy Crawford e Claudia Schiffer. Con loro Linda Evangelista, Kate Moss, Carla Bruni.

Le modelle vedevano in Versace non solo il genio artistico, ma anche l’amico, il confidente. Teneva molto ad ognuna delle sue muse, Gianni Versace. In particolar modo, celebre è il rapporto instaurato con la Venere Nera, Naomi Campbell. Fu proprio lui, molto spesso, a salvarla dai suoi “demoni”, l’alcol e la droga, e a riportarla sulla “retta via”.

L’inconfondibile Versace Style

Il connubio tra arte e moda trova in Versace un’armonia perfetta. Gianni viveva di arte e di moda, arrivando a rendere la sua stessa esistenza un’opera d’arte.

Alla base del principio che governa lo stile Versace c’è l’idea che Gianni aveva della donna. Lui pensava ad una donna forte, indipendente e fiera che, indossando i suoi abiti, si sarebbe vestita di ulteriore personalità e carattere.

Per questo rompe con la tradizione, evade dagli schemi preesistenti e rende concreta la sua idea di eleganza. Rivisita dunque capi e linee tipiche del guardaroba maschile per estrapolare pezzi da adattare all’abbigliamento femminile. Gianni Versace sceglieva sempre tessuti che si adattassero alla sinuosità del corpo, in modo che si appoggiassero alle forme fasciandole con classe e morbidezza.

All’insegna di un’inarrestabile sperimentazione, tipico dello stile Versace è l’accostamento di materiali diversi tra loro, di colori e stampe che convivevano sul medesimo abito. Il tutto condito da una ricchezza di dettagli e decorazioni, sublime.

Nei suoi abiti si evince chiaramente, la grande influenza che l’arte aveva nel suo lavoro. Dall’arte bizantina a quella Barocca, dal Rinascimento al Neoclassicismo. Anche la cultura contemporanea con l’arte moderna e Pop. Il risultato? Un design sempre nuovo, caratterizzato da dettagli inusuali (come stampe zebrate o leopardate) misti ai classici (come i motivi d’oro), che colpiscono l’attenzione in maniera positiva e originale.

Il motivo più conosciuto ed apprezzato della Maison Versace è senza dubbio l’Oroton. Si tratta della famosa trama “metallica” color oro, che si articola in modo sinuoso e morbido lungo abiti ed accessori.

Tra i capi, sottoposti ad una maggiore sperimentazione, sotto le sapienti mani di Gianni Versace, troviamo la minigonna ed il pantalone. Due pezzi, fondamentali per lui, che ogni donna doveva custodire nel proprio armadio! Secondo la sua idea si tratta dei due capi che maggiormente esaltano la femminilità della donna.

L’omaggio di Donatella in onore di Gianni

Nel 2017 si tenne l’iconica sfilata in onore di Gianni Versace, indimenticabile.

Donatella, sorella affezionata e molto amata da Gianni, ha deciso di rendergli omaggio in occasione del ventesimo anniversario della sua scomparsa. Le Top Model lanciate da Gianni, le sue muse, sfilarono eccezionalmente sulla passerella per ricordare lo stilista.

Naomi Campbell, Claudia Schiffer, Carla Bruni, Cindy Crawford e Helena Christensen, in tutto il loro splendore, chiudono la sfilata Versace Tribute presso Palazzo dell’Arte della Triennale di Milano.

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