Genova tra leggende e fantasmi

La tradizione delle leggende popolare fa vivere il centro storico di Genova

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Mi è sempre piaciuto pensare a un giro turistico di Genova attraverso le leggende di fantasmi e luoghi sinistri che animano la città.

In particolare il Centro Storico, Patrimonio dell’Umanità Unesco, si presta a questo tipo di tour.

E le leggende, a ben vedere, non mancano davvero. Anzi, sono talmente tante che ho fatto una selezione.

La vecchina di Vico dei Librai

Come non ricordare la vecchina di Vico dei Librai.

Si dice che la poverina, a seguito di un malore, rimase per lungo tempo priva di conoscenza.

Una volta ristabilitasi, ignorava completamente quanto fosse accaduto nel periodo della perdita di conoscenza.

In particolare, a Genova venne abbattuta l’area antica in prossimità di Porta Soprana per costruire il complesso moderno Madre di Dio.

Tra i vicoli a scomparire, vi fu anche Vico dei Librai, con la casa della vecchina.

Tradizione vuole che di tanto in tanto qualcuno si avvicini a chiedere indicazioni per Vico dei Librai.

Inoltre, un giovane che chiese a una signora anziana dell’elemosina, si fu visto dare una lira del 1943…

Il fantasma del Carlo Felice

Qualunque teatro che si rispetti ha il suo fantasma. E il Carlo Felice non è da meno.

Pare, infatti, che di tanto in tanto si senta un vago profumo di rosa al suo interno e che si veda una figura femminile.

Si tratterebbe di Leila Carbone, figlia di un liutaio del ‘500 accusata ingiustamente di stregoneria per impedire il suo matrimonio con un giovane di lignaggio.

Una volta imprigionata, la ragazza morì di stenti.

Stefano Raggi presso San Donato

La zona di San Donato è una parte dei vicoli particolarmente bella e storicamente interessante.

Qui intorno al 1650 accadde un fatto davvero grave a Stefano Raggi, persona dal carattere deciso e dai modi franchi.

Si narra, così, che, venuto in contrasto con i gendarmi della Repubblica di Genova, scambiò con essi alcuni colpi di archibugio, finchè non venne arrestato.

L’accusa, peraltro mai dimostrata, fu di aver ordito un colpo di stato contro la Repubblica.

Leso nell’onore, Stefano Raggi si suicidò. La colonna infame che fu eretta a ricordo della sua condanna non diede mai pace al malcapitato.

Strade strette, poco illuminate, pietre antiche che sembra vogliano raccontare la lunga storia dei vicoli.

Anche questo è Genova, nel suo aspetto popolare più tradizionale.

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