Yayoi Kusama alla retrospettiva berlinese tende all’infinito

Alla mostra ci sono anche dei riferimenti all'amicizia coll'artista milanese

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Uno spazio che mostra il rapporto tra Lucio Fontana e Yayoi Kusama alla retrospettiva del museo Grobius Bau di Berlino. La mostra che prosegue fino al 15 agosto presenta anche opere che testimoniano l’impegno politico dell’artista.


Nelle installazioni di Yayoi Kusama la moltiplicazione


Come percepisce il visitatore Yayoi Kusama alla retrospettiva berlinese?

Fin dall’ingresso del museo entri nel mondo dell’artista, nella sua mente, in cui i pensieri si trasformano in creatività. Kusama ha realizzato installazioni che indagano le paure e le ossessioni dell’uomo usando materiali diversi a seconda del concetto che rappresentano. Tentacoli rosa, labirinti ed escrescenze formano giungle in cui è facile perdersi, salvo capire di essersi appena ritrovati. L’esposizione presenta anche i dipinti che Yayoi ha prodotto in età matura, frutto della riflessione sui tempi moderni. Quindi le raffigurazioni hanno richiami etnici ed ecologici e tendono all’armonia dell’universo.

“A bouquet of love I saw in the universe”

Kusama ha creato l’installazione di protuberanze gonfiabili appositamente per la mostra di Berlino. Un’opera che è inquietante e allo stesso tempo giocosa che moltiplica l’elemento principale. Attraverso l’accumulazione Yayoi rende l’infinito, mentre i pois diventano parte della composizione. Ribelle, partecipa spesso alle contestazioni politiche soprattutto contro la guerra in Vietnam. “One thousand boats show” è del 1963 e rappresenta una barca a remi riempita di genitali maschili in tessuto bianco. Un lavoro che fa riferimento a un’esperienze dell’artista, cioè quando spia il padre con l’amante.

Lucio Fontana e Yayoi Kusama alla retrospettiva del museo Grobius

Kusama negli anni Sessanta ha soggiornato a Milano e conosciuto Fontana con cui condivide alcuni aspetti della ricerca artistica. La sezione centrale della mostra riguarda proprio il rapporto tra i due talenti che si può notare in alcune opere. Lucio finanzia l’opera con sfere d’argento nel Narcissus Garden presentata al Padiglione Italia della Biennale di Venezia. Yayoi nel 1993 nello spazio giapponese dell’esposizione propone zucche a pois in ambienti immersivi che si espandono verso l’osservatore. Anche il maestro milanese ha riflettuto sulle possibilità di far uscire i dipinti, ma anche le sculture, dalla cornice o dal luogo dove sono inserite.

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