Venezuela : Maduro annuncia la Costituente

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Continuano le proteste antigovernative in Venezuela, ma Maduro va dritto per la sua strada ed annuncia di aver avviato la procedura per riscrivere la Costituzione. Dall’inizio degli scontri, lo scorso Aprile, le vittime per le manifestazioni contro il governo del Presidente sono salite a 60. Nel solo stato occidentale di Barinas, si registrano 8 vittime da lunedì scorso. Nonostante le opposizioni chiedano la sua destituzione, Maduro, di fronte a una folla di sostenitori chavisti, ha firmato l’ordine che stabilisce i termini per l’elezione dei 176 membri dell’assemblea costituente. Il voto si svolgerà a fine Luglio ed entro Dicembre ha annunciato che saranno indette le elezioni regionali. Maduro ha dichiarato davanti al Consiglio Nazionale: “Ho stabilito le regole per la candidatura di migliaia di uomini e donne venezuelani affinchè siano i singoli comuni e i differenti settori sociali ad eleggere con voto diretto, segreto, universale i 540 membri che siederanno nell’Assemblea Nazionale Costituente, organo sovrano, unico e potente”.

L’opposizione ha contestato radicalmente il processo in quanto lo ritiene un tentativo di sfuggire all’esito delle elezioni. Inoltre, a differenza del 1999, questa costituzione non passerà attraverso la ratifica referendaria. Henrique Capriles, il capo dell’opposizione antichavista, ha annunciato per giovedì una nuova, grande marcia di protesta contro Maduro, facendo appello ad una manifestazione pacifica che rispetti la Costituzione. Il teso clima politico che attraversa il paese è figlio di una crisi che dura ormai da anni, cancellando i successi sociali ed economici degli anni di Hugo Chavez. La mancanza di diversificazione del sistema produttivo ha fatto da contraltare alla strutturale dipendenza dalla vendita del petrolio. Il crollo del prezzo al barile ha costretto Maduro a sopprimere molti aiuti ai cittadini e la crisi delle importazioni ha fatto mancare ai cittadini molti generi di prima necessità. Il rapporto tra deficit e Pil ha raggiunto il 20% e molti analisti dubitano che lo Stato possa far fronte al debito pubblico. La contestazione ha una matrice economica e nasce dall’incapacità della classe politica di far fronte ad una razionale riforma del sistema produttivo. Pertanto difficilmente si potrà superare lo stato delle cose senza riforme strutturali del sistema economico. 

Marco Fini