Venezuela: a un passo dal riorientamento dell’economia

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Questo giovedì Jesús Faría, Ministro del Commercio e deli Investimenti Internazionali ha annunciato che il Venezuela si trova in un processo di riorientamento dell’economia. Inoltre, ha precisato di essere perfettamente al corrente della situazione difficile che stanno passando attualmente le aziende del paese e che il governo sta mettendo tutto il suo impegno per creare delle migliori condizioni economiche e una struttura economica differente in modo da raggiungere degli obiettivi positivi e una conseguente ripresa economica. Faría ha assicurato che mettendo in pratica le nuove strategie di riattivazione dell’economia, il governo mira a favorire la produzione, la sua diversificazione, la sostituzione dell’importazione e lo sfruttamento ottimale del potenziale produttivo, delle risorse naturali e il profilo delle esportazioni. Secondo il Ministro del Commercio, la situazione economica attuale “è un processo complesso” che coinvolge l’intero paese.

“Uno degli aspetti positivi è che gran parte del settore economico nazionale sta rispondendo positivamente all’unità nazionale richiesta dal presidente Nicolas Maduro ai cittadini venezuelani”.

Concernente le misure economiche che saranno presto disponibili Jesús Farías ha affermato che ogni progresso sarà sicuramente molto positivo e avrà un impatto straordinario sull’economia.

Jesús Faría ha comunicato inoltre che nelle ultime settimane si sono verificati dei progressi significativi e fino ad ora si è ridotta la complessità dei tramiti delle esportazioni nazionali di un 60%. Inoltre ha informato che il direttore esecutivo sta studiando attivamente per creare una nuova rotta navale sui Caraibi, dove si cerca una nuova possibilità di commercio marittimo. In questo modo si potrà acquisire la materia prima e fare in modo che questa possa garantire la produzione e quindi incrementare l’economia del paese.

Inoltre il Ministro ha confermato che si sta provvedendo a migliorare il sistema logistico e avanzando nella tecnologia per esempio mediante l’introduzione di più apparati elettronici in grado di velocizzare e stimolare i processi di produzione.

Questa è certamente una buona notizia per il Venezuela poiché negli ultimi anni la crisi economica, política e sociale del paese ha messo in ginocchio migliaia di cittadini venezuelani. Nel 2016 si pensava che l’economia del paese sarebbe peggiorata negli anni successivi e che non ci sarebbe stata nessuna iniciativa da parte del governo di intraprendere le misure necessarie e di trovare delle soluzioni per migliorare la situazione economica. Infatti, le previsioni che erano state fatte pochi mesi fa dalla FMI (Fondo Monetario Internazionale) che aveva previsto una caduta del 4,5% nel 2017 e aveva affermato che l’economia del paese avrebbe continuato a peggiorare aggravando la situazione precaria nella quale viveva la maggior parte dei venezuelani. Inoltre, la FMI prevedeva nell’ottobre del 2016, che l’economia poteva chiudersi con una inflazione del 475% e che quest’ultima sarebbe arrivata al 1.660% nel 2017. Per quanto riguarda la disoccupazione invece, prevedeva che quest’ultima sarebbe passata dal 18,1% del 2016 al 21,4% di quest’anno.

L’economia del Venezuela si basa sulle esportazioni e dipende principalmente dal petrolio. La situazione finanziera del paese di trovava in eccelelnti condizioni quando il prezzo del petrolio al barile era pari a 100 dollari, tra il 2013 e il 2014.

Quando il prezzo del petrolio era iniziato a scendere, l’economia del Venezuela era sta colpita direttamente. Nel gennaio del 2016 per esempio, il prezzo del petrolio era sceso a 28,36 dollari, il prezzo più basso che si abbia potuto avere negli ultimi 12 anni e un dato significativo che mette in evidenza come l’economia di questo paese sia potuta peggiorare in questi ultimi anni.

Nel 2016 il Venezuela si trovava sull’orlo di una sospensione dei pagamenti in quanto la nazione non generava denaro a sufficienza per coprire i suoi debiti. Nel 2016, dicono le statistiche, il Venezuela doveva più di 10 milioni di dollari per cancellare i suoi debiti. A questo, si è aggiunta inoltre la crisi alimentare: il governo non aveva fondi a sufficienza per importare prodotti commestibili (latte, uova, farina…) causando un’insufficienza di alimenti tra la gente e nei vari punti vendita come i supermercati. Ricordiamo il caso del McDonald’s che nel 2015 che era rimasto senza le patate fritte.

Ci auguriamo quindi che la situazione migliori e che le strategie ideate possano davvero giovare all’economia del Venezuela.

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