Unicredit-MPS: possibile fusione bancaria

Fusione Unicredit-MPS, parte la trattativa con il Mef.

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Unicredit-MPS

Al via la trattativa con il Tesoro per la fusione Unicredit-MPS. La cessione riguarda il 64% della banca senese da parte del Mef, al gruppo bancario guidato da Andrea Orcel. In tempi di crisi, come è noto quando si parla del sistema bancario, la tesi che più di frequente viene sostenuta è che la politica aiuta le banche. Ma cosa cambierà per i correntisti?

Unicredit-MPS: la fusione è l’unica soluzione possibile?

Il Monte dei Paschi di Siena, l’istituto di credito più antico del pianeta è in crisi profonda dal 2007. In tutto questo cosa c’entra il Governo? Nel caso di MPS per evitare la scure del bail-in, nel 2016 si è proceduto al salvataggio della banca con una nazionalizzazione. E oggi, è controllata dal ministero dell’Economia che detiene la maggioranza delle quote. Con l’impegno promesso all’Europa di uscire entro la fine del 2021. Ma non sempre la nazionalizzazione è lo strumento più adeguato alla risoluzione delle crisi. Lo stesso Governo sembra ora costretto a trovare un acquirente per la banca senese e Unicredit sembrerebbe avere le caratteristiche giuste. Intanto in questa delicata situazione che rientra a pieno titolo nel risiko bancario cui assistiamo da mesi, i clienti e i dipendenti delle due banche sono spettatori interessati.

Quali saranno le ripercussioni?

Ma per capire cosa cambierà quando finirà la telenovela Unicredit-MPS, dobbiamo pensare a come le banche erogano il credito. L’eventuale acquisizione di MPS da parte di Unicredit potrebbe modificare le logiche di gestione degli affidamenti. L’operazione permetterebbe al gruppo di accelerare i piani di crescita organica con circa 3,9 milioni di clienti. E raffforzare il posizionamento competitivo in Italia. Di contro per i clienti dell’Istituto senese il cambiamento potrebbe essere traumatico. Essi passerebbero infatti da logiche locali ad un approccio più globale e di mercato. Tuttavia in attesa che le banche si spartiscano le filiali e i dipendenti secondo necessità di fatto molti sportelli verranno chiusi e i dipendenti messi in mobilità o licenziati, ma a quel punto, aziende e privati saranno stati messi in grado, non solo di utilizzare depositi e affidamenti, ma anche di chiudere i conti ed andare altrove.