Una tragedia che vede coinvolte sei persone di cui dei ragazzini, fa parlare chi in realtà non dovrebbe!

I FATTI

Ancona. La notte fra venerdì 7 e sabato 8 novembre, durante il concerto del rapper Sfera Ebbasta, un ragazzino incappucciato avrebbe spruzzato dello spray urticante in mezzo alla folla.
Questo malsano gesto ha scatenato il panico fra i giovanissimi fan del rapper che, in preda al panico, sono fuggiti verso l’unica via d’uscita aperta provocando il crollo della struttura di ferro.
Circa 6 i morti accertati, 14 sono stati ricoverati in codice rosso e ben 7 sono in rianimazione e rischiano la vita.
Un testimone avrebbe riferito alle autorità che dopo aver sentito un odore acre, si sono spostati tutti quanti verso una delle uscite di sicurezza che era chiusa. La security del locale avrebbe invitato tutti alla calma e a rientrare.
Secondo le indagini nel locale erano presente 1400 persone quando la reale capienza, dell’unica sala aperta, è di 469. Un surplus di 900 persone, violando così le norme di sicurezza vigenti.

ANTEFATTI

Il caso di ancona non sarebbe l’unico, infatti le autorità stanno indagando su quanto accaduto in altri concerti.
Si è ipotizzato che sia in realtà una banda di ladri che per derubare le persone spruzza spray urticante per poter trafugare, in mezzo alla calca, qualunque cosa fosse afferrabile.
Incidenti precedenti:

Mondovì, 9 settembre 2017: Spray al peperoncino al concerto di Ghali. Un dodicenne in ospedale.

Ravenna, 10 dicembre 2017: Spray al peperoncino al concerto di Sfera Ebbasta all’Onyx Club di Russi.

Nonantola, 5 marzo 2018: Spray al peperoncino al concerto di Gué Pequeno al Vox. Fuggi fuggi nel locale, il gruppetto di giovani responsabili della “bravata” è stato denunciato e consegnato ai carabinieri.

Cinisello Balsamo, 6 luglio 2018: Spray al peperoncino al concerto di Sfera Ebbasta al Rugby Sound all’isola del Castello. Nessun ferito, il concerto è stato portato al termine.

Mondovì, 8 settembre 2018: Spray al peperoncino al concerto di Sfera Ebbasta durante il Festival Wake Up.

Milano, 8 novembre: Spray al peperoncino all’Alcatraz, durante l’esibizione di Achille Lauro. Una ragazza in stato di choc.

SOCIAL NETWORK: LE FUTILI E STERILI POLEMICHE (impressioni personali)

Cosa accade quando un evento di questa importanza approda su di un social network?!
Dare una tastiera, un monitor ed una connessione ad una persona in grado di scrivere ma non di ragionare  è una bomba a mano.

Le polemiche insorte non sono da ritenersi appartenenti a nessun genere musicale ma, malgrado tutto, è ciò che  è accaduto e continua ad accadere.
La prima accusa fatta da questi “leoni da tastiera” (termine con il quale si intende una persona che si ritiene paladina di un qualcosa ma su di un social network) è stato mettere a confronto il genere metal con la musica del rapper.

Supposto che sono due generi diversi, con filosofie diverse, con provenienze diverse; tralasciando i tanto incriminati testi, sia dell’uno che dell’altro genere, in questi casi, fino a comprovata colpa del soggetto accusato, l’artista non c’entra nè tantomento i giovani avventori.
La prima cosa a dover essere messa sotto accusa è il surplus di pubblico nel locale, indi per cui il colpevole in questo caso è il gestore che non ha rispettato la capienza del locale.

Seconda cosa un altra persona ad essere messa sotto accusa è il delinquente che ha spruzzato lo spray al peperoncino che, secondo le ultime notizie trapelate, pare sia stato identificato un ragazzino ma ancora non si hanno notizie in merito ad un colloquio con gli inquirenti.

La musica e l’artista in questo caso non c’entrano, si può non gradire un genere musicale ma non si può offedere con un “Gli sta bene perchè seguono un genere di m…a” oppure “I genitori sono dei criminali che lasciano ascoltare questa musica e quel co….ne!”.

In questi casi il buon senso è gradito, un genre musicale, un artista, può essere controverso e considerato stupido quanto si vuole, ma è marketing, seppur poco educativo.

Tra metal e altri generi si scatenano sempre grandi polemiche, non è sano per nessuno avviare queste battaglie che, per altro, non hanno nessun vinto e nessun vincitore.
I post su di un social network che inneggiano alla violenza sono solo utili a far uscire polemiche dove, in questo caso perdonerete l’espressione forte, è come se mentre camminate scavalcaste i corpi di chi era li per dvertirsi, per puntare il ditino a chi va a questi concerti.

Post con “Vi sta bene” è solo una mancanza di rispetto per chi ci “ha lasciato le penne”, per usare un social bisogna accendere prima il cervello e solo dopo si può scrivere un pensiero che non vada a ledere il dolore altrui, come in questo caso.

Ci sono ambienti in cui accadono più incidenti che in altri, ma non è il caso questo di tirare fuori il senso di “schifo” che si prova per un genere musicale, ci sono altri momenti ed altre sedi.
La morte non ha genere.

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