Milano- Apre il secondo Starbucks: il primo di una lunga serie

Nel settembre 2018 Starbucks ha aperto i propri battenti a Milano, con la Reserve Roastery in Cordusio.  A distanza di due mesi propone una nuova apertura: ieri, 19 novembre 2018, le porte sono rimaste aperte dalle 15 alle 19, ma l’inaugurazione si è tenuta ufficialmente oggi, dalle ore 7:30 alle ore 21:00 sarà possibile regalarsi un pomeriggio tra i prodotti Starbuck in Corso Garibaldi (angolo piazzaXXV Aprile).

La grande novità? Starbucks sarà più originale che mai: frappuccini, Toffee nut latte (a base di caffè espresso, latte caldo alla nocciola e caramello, panna montata con granella di nocciole caramellate), Matcha tea latte, i cui prezzi variano da 3.50 a 5.50 euro per una bevanda. Oltre al classico espresso al costo di 1.30 euro. Saranno inoltre disponibili muffin, brownies, donuts, cheesecake e tante altre torte tipiche della tradizione americana, accessibili al costo di 3.00, fino a 5.00 euro massimo. A differenza del primo Starbucks i prezzi saranno relativamente più economici. C’è posto per tutti i palati: saranno venduti anche cornetti salati ed isalate. Ci si potrà godere il panorama di piazza XXV Aprile grazie alla presenza di un dehors esterno.
I clienti saranno circondati dai colori tipici delle caffetterie starbuck e potranno gustare, seduti ai tavoli di legno, i loro caffè nei bicchieri di carta personalizzati, com’è nella tradizione del gruppo fondato a Seattle da Howard Schultz.

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«Abbiamo sottoposto la squadra di 28ragazzi che lavoreranno nel negozio di corso Garibaldi allo ‘stress test’:abbiamo invitato a entrare una cinquantina di passanti a sorpresa e offertoloro un caffè, gratis. I giovani hanno reagito benissimo alla tensione», ha annunciato Roberto Masi, nuovo amministratore delegato di Starbucks Coffee company. Il suo nome è comparso nel team che ha permesso ai supermercati Carrefour di raggiungere l’Italia ed anche in quello che ha condotto il gruppo McDonald’s nell’esperienza italiana anche grazie all’aggiunta dell’ormai celebre McCafé. 
Le menti a capo dell’arrivo di Starbucks in Italia sono Antonio Percassi e il figlio Matteo, bergamaschi d’origine, che hanno avuto anche il merito in passato di fondare in Italia Zara, Nike e Victoria’s Secret.

Sabato 24 novembre piazza San Babilia accoglierà una nuova apertura. Il 29 sarò la volta dell’aeroporto di Malpensa, al terminal 1, mentre a inizio 2019 ne verrà aperta una vicino alla stazione Centrale
Il gruppo ha impiegato fino ad ora 400 posti di lavoro ed il numero è destinato a crescere con le prossime aperture: il progetto è di aprire 15-20 negozi in Italia, tra Firenze, Bologna, Verona, Torino ed il Vaticano.

Essere all’altezza degli italiani

«Piacere agli stranieri è facile ora ci misuriamo con i gusti degli italiani»-dice Schultz«arriviamo nel Paese del caffè e del cibo con umiltà erispetto», aggiunge Masi, decisi entrambi nell’aggiungere prodotti tipici ai menù.
Con lo scopo di mettere al proprio agio i consumatori italiani, Shultz, ispirato dai caffè milanesi durante un viaggio in Italia, vorrà che i pavimenti e i baconi saranno simili a quelli dei bar tradizionali, con marmo ed ottoni, sotto la guida di Liz Muller, responsabile del design del marchio e autrice del progetto Starbucks Reserve Roastery di Milano, terzo nel mondo dopo Seattle e Shanghai.

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Masi continua: «per essere efficiente (cioè redditizia) una città come Milano deve avere 20-25 negozi. Ma dipenderà da quanto il nostro caffè farà breccia». La presenza di un numero così alto di store Starbuck darebbe lavoro ad oltre 750 persone.
Per “fare breccia” nel cuore degli italiani ci si impegna nel compito più arduo: il caffè; solo Arabica importata da 30 Paesi edalle piantagioni sostenibili in Costa Rica. «Ai ragazzi che per quattro mesi abbiamo formato trasmettiamo i valori di Starbucks: rispetto, valorizzazione delle persone, anche nella retribuzione. Godranno di compensi che riflettono il piano azionario di cui beneficiano i dipendenti diretti di Starbucks», racconta ancora Masi. Quest’ultimo insieme con Percassi  è impegnato nella  collaborazione con la Fondazione di don Gino Rigoldi per dare un’opportunità ai giovani delle aree svantaggiate: tre ragazzi stanno già lavorando nei negozi con le insegne gestite da Percassi. La società ha poi stretto un accordo con il Banco alimentare per fornire i prodotti freschi in scadenza agli indigenti della città.



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