sabato, Febbraio 24, 2024

SS24 Saint Laurent dà un tocco sensuale alla moda maschile a Berlino

Chi sperava che Anthony Vaccarello presentasse la moda maschile di Saint Laurent nella scena dei club berlinesi, forse non è stato accontentato lunedì sera alla presentazione della collezione SS24 del marchio di lusso francese nella capitale tedesca. Invece del locale alla moda Berghain, lo stilista ha optato per un edificio ben noto e ha presentato una collezione che confondeva i confini tra mascolinità e femminilità.

La collezione, dal nome intrigante “Each man kills the thing he loves” (Ogni uomo uccide ciò che ama), è stata presentata nel noto museo d’arte berlinese “Neue Nationalgalerie”. Il capolavoro architettonico, un padiglione di vetro coronato da un tetto in acciaio, è stato l’ultimo grande progetto edilizio dell’architetto Mies van der Rohe. La location, i cui angoli e spigoli sembravano assomigliare alla sartoria di una giacca, ha offerto agli ospiti di lunedì sera non solo una vista sull’ultima presentazione di Saint Laurent, ma anche sul tramonto di Berlino.


I look della collezione erano per molti versi autoreferenziali. Vaccarello ha seguito le orme della leggendaria dinner jacket di Yves Saint Laurent, un capo che ha sfidato le nozioni di femminilità e mascolinità già nel 1966, ma è stata anche una chiara continuazione della scorsa stagione, sia per il menswear che per il womenswear.

Deja vu e spalle come un sexy Frankenstein


Da qualche tempo, la moda maschile di Saint Laurent sembra ispirarsi a quella femminile e viceversa. Vaccarello ha aperto la sfilata primavera/estate 2024 a Berlino con una serie di look che, a prima vista, evocavano quasi un deja vu, perché si ricollegavano direttamente all’abbigliamento femminile della scorsa stagione.


Le spalle fortemente accentuate che ricordano un sexy Frankenstein sono state abbinate a pantaloni sottili a vita alta e a stivaletti con tacco. I pantaloni sono diventati un po’ più larghi man mano che la sfilata procedeva, mentre le camicie formali hanno lasciato il posto a bluse trasparenti e canottiere scollate, in cotone e seta.


Oltre a un sensuale mix di materiali trasparenti – spesso con pois e stampe leopardate – c’erano la seta, il raso e anche la mousseline, un tessuto fortemente radicato nell’haute couture. Questi materiali fluidi hanno conferito leggerezza alle giacche gessate o in nero profondo. Inoltre, i rigorosi papillon sui colletti delle camicie si contrapponevano a halter e top off-shoulder che mettevano in risalto le clavicole di chi li indossava, elementi solitamente trascurati nel mondo tradizionale dell’abbigliamento maschile.

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