Silvia Romano ha paura

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 Per quanto riguarda la vicenda di Silvia Romano, la ragazza, che è stata rapita in Kenia, penso che il motivo per spiegare il suo comportamento sia molto sempilice. Non si tratta di identificazione con l’aggressore, non si tratta di sindrome di Stoccolma, troppo complicato,troppo fantasioso,troppo di moda. Secondo me la ragazza si comporta in questo modo perchè ha paura.

Immaginate di essere stati rapiti da una potentissima organizzazione, la mafia per esempio. Immaginate che al momento del rilascio vi venga richiesto di lanciare un messaggio. Naturalmente non è una richiesta gentile: se non lo fate verrete ripresi o voi o qualche vostro parente o amico. Voi cosa fareste? Vivreste sotto scorta per tutta la vita con tutti i componenti della vostra famiglia?

Chi è Silvia Romano

Silvia Romano, chi è la cooperante liberata dopo 18 mesi di prigionia

Silvia Costanza Romano, 24 anni, si è laureata in Mediazione Linguistica per la Sicurezza e Difesa Sociale al Ciels, il Centro di Intermediazione Linguistica Europea. La ragazza ha insegnato anche ginnastica artistica in una storica palestra milanese e ha fatto l’istruttrice di acrobatica in un centro sportivo.

 Nell’estate 2018 ha deciso di partire da sola per l’Africa, per la sua prima esperienza di volontariato in un orfanotrofio a Likoni, gestito dalla onlus “Orphan’s Dream”, un’associazione umanitaria privata con sede a Seregno

Per capire le capacità economiche di questa organizzanizzazione dirò soltanto che nel 2018 nel suo bilancio vi erano solo 53235 euro di entrate.

Silvia comincia la sua nobile attività di aiuto dei bambini kenioti, ma il 20 novembre 2018 viene rapita durante un attacco armato di un gruppo di otto persone appartenenti a una banda locale che fa irruzione nell’ufficio dell’organizzazione per cui lavora, con fucili e machete. La polizia kenyota rende noto che nell’attacco gli uomini armati hanno “sparato indiscriminatamente” ferendo cinque persone. Un testimone, un ragazzo che studia grazie alla onlus per cui lavora Silvia Romano, racconta che l’obiettivo degli uomini armati era proprio la ragazza e che l’hanno schiaffeggiata e legata con le mani dietro la schiena, prima di portarla via. Silvia è stata portata via senza cellulare e passaporto su una moto, verso una zona boschiva nei pressi del fiume Tana.

Dopo incredibili peripezie e trasferimenti forzati in altri luoghi di prigionia finalmente grazie ad un intervento congiunto ddegli uomini dei sevizi segreti italiani e turchi Silvia viene liberata.

   Il 10 maggio torna in Italia: il suo volo atterra intorno alle 14 all’aeroporto di Ciampino. La giovane scende dalla scaletta dell’aereo indossando una veste tradizionale islamica verde. Dichiara di essersi convertita all’Islam e di avere assunto il nome di Aisha. Sul volto una mascherina come protezione contro il coronavirus, che ha tolto momentaneamente per sorridere e salutare. Poi un lungo abbraccio con i genitori e la sorella