Shar Mountain nei Balcani potrebbe diventare Parco Nazionale

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È una zona che toglie il fiato, Shar Mountain. Si trova nei Balcani, nella Macedonia del Nord, e potrebbe presto diventare Parco Nazionale.

Cosa è Shar Mountain?

La prima cosa che salta all’occhio di questa meravigliosa regione sono i 37 laghi glaciali, 25 in Macedonia del Nord e i restanti nel vicino Kosovo. La stessa area si estende per 240.000 ettari, coprendo anche parte dell’Albania. E non parliamo poi della biodiversità: 200 specie di piante endemiche, 167 specie di farfalle, 12 di anfibi, 18 di rettili, 130 di uccelli, 45 di mammiferi. Cos’altro serve, per decidere di renderla Parco Nazionale?


Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano


La mano funesta dell’uomo

Come sempre, però, questo luogo incantevole è a rischio. Per decenni il disboscamento illegale ha causato l’erosione del terreno, soprattutto alle pendici di Shar Mountain, la zona più densamente popolata. I locali ne hanno usufruito per l’agricoltura gratuita, la caccia, il carburante e il legname. Negli ultimi vent’anni la Macedonia del Nord ha perso per questo motivo 40.000 ettari delle sue foreste.

Un’opportunità storica

In merito si è espressa Anela Stavrevska-Panajotova, esperta dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura. “Il Paese sta assistendo ad un’opportunità storica, dopo 60 anni, di avere un nuovo parco nazionale, che è il pezzo mancante per le aree protette nei Balcani. Insieme ad altre aree protette in altri Paesi vicini, avremo la più grande area protetta transfrontaliera di tutta Europa. E ne siamo molto orgogliosi!” ha affermato.

Una missione che viene dal 1994

Già dal lontano 1994 le autorità si stavano impegnando in tal senso, cercando di proteggere i 62.000 ettari di Shar Mountain nella parte oltre il confine della Macedonia. Il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente ha contribuito, e il Paese sta tentando di raggiungere un nuovo obiettivo: proteggere almeno il 12% del proprio territorio, secondo le direttive dell’Unione Europea. Al momento la percentuale sarebbe del 9%, e con il Parco Nazionale potrebbe salire al 13%.

Previsioni rosee

Secondo le intenzioni, l’area sarà suddivisa in quattro zone. Una protetta, che coprirà il 27% del parco; una di gestione attiva; una per uso sostenibile; e una cuscinetto. Naser Xhemaili, con 32 anni di esperienza nel campo del turismo di montagna, ha previsioni decisamente rosee per il Parco. “Ci aspettiamo molto dal Parco Nazionale: arrivi di turisti nelle nostre baite, vendita di prodotti caseari” ha affermato.

Benefici a lungo termine

Anche secondo il Ministro dell’Ambiente della Macedonia del Nord, Naser Nuredini, il parco avrà benefici a lungo termine, e non soltanto per i locali. “Stiamo creando una delle aree protette più grandi d’Europa, insieme ai parchi nazionali Sharri in Kosovo e Mavrovo in Albania. Questo avrà un enorme potenziale per le generazioni future, anche per la generazione attuale, perché ora possiamo utilizzare una risorsa nazionale in modo sostenibile. Stiamo parlando di sci in inverno, escursioni a piedi e in bicicletta in estate, turismo da tutto il mondo”.

Progetti futuri

Naturalmente, sostiene l’esperto per il piano di gestione del Parco Daniel Bogner, c’è ancora molto lavoro da fare, già a partire dai prossimi mesi: stendere un budget, assumere personale, costruire infrastrutture. “Abbiamo bisogno di esperti per il lavoro scientifico, per lo sviluppo turistico, per l’amministrazione, per la raccolta fondi, per le attività educative”. Invece Iskra Stojanova, coordinatrice del progetto per il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, ritiene che “il sostegno per il Parco verrà inizialmente dal governo statale, ma in futuro dovrebbe essere autosufficiente”.