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Record di disapprovazione per il Premier britannico May

E’ solo l’incertezza a regnare sovrana per la Gran Bretagna, dopo che l’accordo sulla Brexit ha ricevuto 432 voti contro e 202 a favore.

A seguito della schiacciante sconfitta, il governo di Theresa May oggi affronterà anche il voto di sfuducia.

Era dal 1923 che non si verificava una bocciatura così devastante. Sarà dovuta, per caso, all’aver lasciato ad una popolazione disinformata l’onere e non l’onore di una scelta con conseguenze epocali?

Una improbabile sfiducia

Invocato dalla stessa May per evitare le dimissioni e poi, mozione presentata dal leader dei laburisti, Jeremy Corbyn, seppur sul filo del rasoio, la sfiducia non dovrebbe vincere. Gli unionisti DUP sostengono la May e i Tories non voteranno contro il proprio esecutivo. In ogni caso, mai dire mai. I britannici stanno dimostrando chiaramente che esistono sempre infinite possibilità.

La Commissione Europea

Echeggia l’ipotesi di dare alla Brexit e dunque alla May una proroga di tre mesi. La Gran Bretagna non uscirebbe più entro il 29 marzo, ma a luglio. Ma a quali condizioni? La condizione principale sembra essere l’esclusione di un non accordo e quindi le opzioni valutabili per i britannici sarebbero quelle di rimanere nell’UE oppure accettare l’accordo già formulato.

Esistono ovviamente intoppi in una tale prospettiva. Innanzitutto le elezioni europee del 26 maggio, alle quali i britannici non dovrebbero partecipare eleggendo poi in seguito i loro europarlamentari. La tenacia o l’ostilità della Premier May nel non violare il principio di democrazia, indicendo un nuovo referendum sulla Brexit, è il secondo ostacolo.

Theresa May

Una insufficiente approvazione, ma bisognerebbe fare un plauso alla resistenza della Premier. Sulla sedia sempre traballante, la May ha cercato sempre di essere fedele all’esito del referendum del 2016. Secondo una decisione da poco adottata dalla Camera dei Comuni, la May ha tre giorni di tempo per ripresentare un nuovo accordo di Brexit. Decisione resa vana dal fatto che la May ha sempre dichiarato, il piano ormai bocciato, l’unico scenario possibile. Voci di corridoio parlano di piccole modifiche, ma a grandi linee, l’accordo rimane quello dello scontento. Intanto, questa sera alle 19:00 (ore 20:00 in Italia) i Tories rischiano di lasciare lo scettro ai laburisti.

Jeremy Corbyn

Sempre critico contro la May per non aver comunicato e condiviso le trattative con l’UE, è certo solo che questo accordo non sia valido. Corbyn non dichiara di non voler onorare il referendum e quindi procedere con la Brexit, ma dimostra solo piena ostilità nei riguardi della Premier in carica. Il leader laburista non ha ma voluto che il Regno Unito restasse nell’Unione Europea e c’è da chiedersi quale sarebbe secondo lui l’accordo favorevole ad una disfatta non preventivata.

I sondaggi che impazzano riportano chiaramente la necessità di un nuovo referendum. Si parla, infatti dell’86% degli elettori laburisti. E chissà se Corbyn potrebbe mettere da parte la sua convinzione antieuropeista e favorire la volontà dei suoi elettori.

Antonella Falabella

Dai numeri alle lettere e dal bianco e nero al rosa. Alla ricerca continua del cambiamento!

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