White Street Market: vestendo nuove strade

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Una nicchia tra fashion e freedom

Di certo una boccata d’aria, in un momento di crisi. L’universo fashion si divincola tra nuovi stili e tendenze, spesso troppo elitarie.

WSM, anche quest’anno, nella sua seconda edizione, si è rivelato un polmone verde per gli appassionati di moda.

Al centro una proposta interessante. Prometteva di essere alla portata di tutti, e non ha tradito le aspettative.

Lo confermano i numerosi visitatori registratisi tra il 12 e il 14 gennaio 2019.

Ecosostenibile, innovativo

Questi gli aggettivi chiave, accanto allo spirito ribelle e audace della cultura street, che permeava i padiglioni.

Grandi marchi, come Timberland, Fila, New Balance, hanno proposto laboratori interattivi, per illustrare il processo creativo dietro ogni prodotto.

Ma anche per attirare studenti, giovani designer, anche solo meri appassionati, e offrire l’opportunità di decorare e personalizzare i propri capi.

Il tutto in nome di una vita non monotona, in cui il contatto con le persone, con la terra su cui si cammina, profuma di Libertà.

Questo è il concept dello Streetwear: vestire le persone per fare sì che si sentano a proprio agio. Non solo a bordo di uno skate o in un campetto da basket, ma nella quotidianità.

Giovani brand alla riscossa

Stile, comodità e aggressività urbana erano il denominatore comune tra grandi brand, ma anche tra piccole realtà nascenti.

Come Benklark, brand con sede a Parigi, dove dal 2017 vanta due boutique.

Ha aperto nel 2012, con l’intesa tra un giocatore di basket e un elegante musicista. Non manca l’anima di nessuno dei due, nella loro collezione. Abiti dinamici e fashion, che consentono di mantenere ardente la propria passione per lo sport della pallacanestro.

Essere se stessi

La filosofia di WSM: garantire a tutti di poter sfoggiare la propria identità.

Libertà d’espressione, sempre con criterio e rispetto dell’ambiente, altro nucleo cruciale.

Non mancavano capi riciclati.

Marchi come OrganicWay (beauty e skin care) adottano il sistema della biodinamica e dell’autoproduzione km zero.

Skater’s Heaven

Il cuore pulsante del percorso tra le sale era senz’altro la Skate area.

Una consolle moderna e attrezzata che diffondeva musica strettamente dance e pop.

E accanto una rampa su cui giovani skaters si esibivano in mirabolanti acrobazie. Ovviamente su tavole nuovissime e fashion.

Arte, eleganza e altruismo

Era vivido il tocco artistico di sculture e dipinti, atti a demarcare come l’ordine, la precisione e la pulizia, tratti tipici della moda, non siano per nulla dissonanti col caos e il fuoco dello stile street. O meglio ancora, creano un ossimoro colorato ed estatico, che svicola dagli schemi inquadrati del conformismo attuale.

Sempre in campo artistico, non sarebbe giusto trascurare la più bella iniziativa dell’evento: Mashup Mind.

Un’asta di capi e sculture, i primi base 150 euro, le seconde 500, in cui stilisti emergenti e affermati si incontrano per dare vita a pezzi unici.

Il ricavato sarà devoluto all’associazione Onlus “Il piccolo principe”. Moda non deve più significare differenza sociale.

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