Privacy nuove regole del Garante per i concorsi pubblici

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Da ora in poi i Comuni dopo la conclusione dei concorsi sono tenuti a pubblicare gli esiti delle prove concorsuali ma non i risultati delle prove intermedie, contenenti le informazioni di merito attinenti ai candidati. Cosi’ ha deciso il Garante della privacy con l’ordinanza n°9468523 del 3 settembre 2020.

Qual’è il motivo di questa decisione?

Tutto è scaturito, quando un candidato ha deciso di inoltrare un ricorso al Garante dei dati personali. Il punto principale del reclamo era in riferimento alla pubblicazione sul sito di un Comune, di tutte le informazioni personali dei partecipanti al concorso pubblico. Il Garante immediatamente attivatosi dopo aver ricevuto il reclamo, chiedeva informazioni al Comune in questione. Subito l’ente in pochi giorni, ha provveduto alla cancellazione di tutti i dati in eccesso. Nonostante questo, il Garante ha comunque deciso di sanzionare l’ente locale per il mancato rispetto della normativa sulla tutela dei dati. Quindi, ogni volta che c’è un concorso pubblico, il Comune dovrà pubblicare la graduatoria definitiva dei vincitori di concorso, non i risultati delle prove intermedie, dati personali dei concorrenti non vincitori, non ammessi o che si sono ritirati.


Troppi dettagli sui malati diffusi in rete. La nota del Garante della Privacy


La privacy diventa sempre più importante per gli utenti

Dopo il rapporto di Opsec sulle abitudini dei consumatori, nel 2020 il 64% delle persone che ha subito sfortunatamente una violazione dei dati personali, ha dichiarato di aver perso fiducia nei confronti del brand da cui aveva comprato. Il 55% dei consumatori intervistati, ha dichiarato, che generalmente i siti di e-commerce non stanno proteggendo adeguatamente i dati personali dei clienti. Anche l’associazione Federprivacy, ha sostenuto che la principale diffidenza degli utenti verso i siti web e le applicazioni, è dovuta alla scarsa trasparenza utilizzata. La sfiducia degli utenti, è nutrita anche dai numerosi banner e accettazioni dei cookie, che secondo molti, sono un modo ingannevole per venire a conoscenza delle abitudini degli utenti.

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