venerdì, Giugno 14, 2024

PIERSANTI MATTARELLA. 40 ANNI FA L’ASSASSINIO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE SICILIA

IL 6 GENNAIO 1980 IL PRESIDENTE DELLA REGIONE SICILIA, PIERSANTI MATTARELLA, FU FREDDATO DA OTTO COLPI DI PISTOLA. PIERSANTI MORÌ TRA LE BRACCIA DEL FRATELLO SERGIO

Letizia Battaglia, nota fotoreporter, la mattina del 6 gennaio 1980 corse in Via Libertà, a Palermo, e scattò una foto: un’immagine in bianco e nero, Piersanti Mattarella esangue con un altro uomo, suo fratello minore Sergio, che cerca di soccorrerlo, tenendogli la testa tra le braccia.

fotografia di Letizia Battaglia. Le gambe di Piersanti esangue e il fratello minore Sergio Mattarella, l’attuale Presidente della Repubblica

La mattina del 6 gennaio 1980, Piersanti Mattarella scese da casa sua per recarsi alla Santa Messa con tutta la famiglia. Si diresse al garage, si mise in macchina e salì sul passo carrabile; si fermò per far salire la suocera e la moglie. Piersanti aspettava la famiglia in macchina quando all’improvviso spuntò un uomo con una giacca azzurra; questi si avvicinò al Presidente della Regione Sicilia e incominciò a sparare. Ad un tratto la pistola dell’assassino ebbe un guasto ma il killer, imperterrito, si avviò verso una Fiat 127 bianca e prese dal suo complice, l’autista della macchina, un’altra pistola con la quale diede il colpo di grazia a Piersanti Mattarella. Il democristano siculo chiuse gli occhi alla sua Sicilia tra le braccia del fratello Sergio e lasciò un vuoto incolmabile nella sua terra e nell’Italia del cambiamento.

PIERSANTI MATTARELLA. UOMO GIUSTO, POLITICO AUTENTICO

Piersanti Mattarella fu il protagonista di un tentativo concreto di cambiamento della Sicilia. Voleva portare avanti un’opera di modernizzazione dell’amministrazione regionale e recidere i legami con la criminalità organizzata. Il Presidente contrastò l’ascesa di Ciancimino, referente politico dei Corleonesi e combattè sempre la Mafia; nel 1978, dopo l’omicidio di Peppino Impastato, andò a Cinisi e tenne un durissimo discorso contro Cosa Nostra e contro i subdoli intrecci tra istituzioni e criminalità.

Il nome di Piersanti Mattarella fu sempre vicino alla corrente morotea della DC; fu proprio Aldo Moro a chiedere a Mattarella di diventare Presidente della Sicilia. Il Presidente della DC si rese conto dell’importanza della personalità di Piersanti Mattarella nella politica prima di tutto siciliana e poi in quella italiana. Mattarella però non riuscì a portare a termine il suo bellissimo progetto di giustizia e cambiamento; i suoi sogni s’infransero nella morsa buia e meschina degli omicidi ambigui, quegli omicidi perpetrati dalla ferocia della criminalità organizzata e dalle direttive della politica sporca. Qualche mese dopo l’omicidio, l’Italia fu macchiata dal sangue di un’altra strage, la strage di Bologna. Per quell’atto orribile furono processati due terroristi dell’estrema destra, Giusva Fioravanti e Gilberto Cavallini; i due criminali però furono indagati da Giovanni Falcone anche per l’omicidio Mattarella. Il magistrato Falcone pose fermamente l’attenzione sulla colpevolezza dei terroristi di estrema destra e li accusò di essere gli esecutori materiali del delitto Mattarella, in un contesto di cooperazione tra movimenti eversivi e mafia siciliana. Inizialmente l’omicidio del Presidente della Regione Sicilia fu classificato come un omicidio terroristico ma con il tempo, soprattutto dopo le indagini di Falcone e dopo le analisi tratte dalle testimonianze di Buscetta, l’uccisione di Mattarella venne indicata esclusivamente come delitto di mafia.

L’omicido di Piersanti Mattarella è stato un omicidio mafioso e politico; il Presidente della Sicilia iniziò a scucire i fili della criminalità organizzata e smascherò la sedicente politica. Il politico siculo è stato ammazzato perchè voleva bene alla sua terra e perchè teneva al valore della giustizia. Purtroppo nomi e cognomi precisi dei mandanti ancora non ne abbiamo; non si conosce bene la verità e restiamo amareggiati con una storia fatta di strategie della tensione, di buio, di corruzione, di stragi e di omicidi. Però non abbiamo solo l’angoscia e la rabbia, abbiamo memoria di Piersanti Mattarella, dei suoi ideali e della sua immensa e assoluta considerazione per la terra sicula e per la politica. Niente potrà mai cancellare dalla storia un uomo così grande. Piersanti Mattarella e tutti gli uomini giusti vivranno in eterno, per sempre.

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