L’omofobia c’è: insulti contro gay e lesbiche, svastiche e slogan pro Salvini

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Un’incursione nelle aule della Scuola popolare di via Bramantino a Milano: insulti contro gay e lesbiche, svastiche e slogan pro Salvini: vigliaccheria e omofobia.

Nella scuola popolare a via Bramantino, periferia nord di Milano, che organizza corsi e attività di sostegno per i ragazzi italiani e stranieri, nella notte di venerdì scorso, un gruppo di vandali fascisti, dopo aver messo a soqquadro ha imbrattato i muri con scritte omofobe, svastiche e slogan a favore di Salvini.

 

Una dozzina di bambini e alcune mamme, si sono messi subito all’opera ieri mattina a ripulire la scuola dagli scempi di omofobia. In settimana è prevista la ripresa delle attività.

 

 

 

Ed è subito scontro

Dure sono state le numerose reazioni, molte nei confronti del Ministro Salvini, tra cui l’assesore comunale, Filippo Del Corno,  che attribuisce testualmente il gesto vandalico: <<il risultato delle politiche di ordine pubblico del Ministro degli Interni Salvini>>.

Il Sindaco Giuseppe Sala ha dichiarato di vedere il gesto riprovevole come un “voler ostacolare il futuro del nostro paese”. “Non possiamo più tollerare gesti come questo: da milanesi continuiamo a credere in una città aperta, solidale e profondamente democratica”.

I Setinelli di Milano, associazione antifascista e arcobaleno, sul profilo facebook: “Ormai sembra un bollettino di guerra. Ogni giorno un raid con svastiche, croci celtiche, minacce, pestaggi e indimidazioni”.

L’ex consigliere del Comune di Milano Fabio Galesi: “Oltre al gesto mafio-fascista, da notare le scritte accanto le svastiche”..”abbiamo un Ministro degli Interni che inneggia violenza”.

Il commenti del vicepremier: «Solidarietà alla scuola e a chi è stato colpito da questi vigliacchi. Omofobia, violenza e razzismo non fanno parte dell’Italia che voglio e per cui lavoro».  Il leader della Lega ha voluto anche precisare: «Collegare questi comportamenti al lavoro di buon senso, rigore e sicurezza che sto portando avanti è follia».

 

 

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