Nuovo vertice di maggioranza per decidere

Il Presidente del Consiglio si prepara a decidere per la scuola e con l'utilizzo di chiusure mirate

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Nuovo vertice di maggioranza

Nuovo vertice di maggioranza per decidere sulla scuola, il nodo maggiore che ha diviso il governo. Ma prima di qualsiasi altra decisione e vista la gravità del momento, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha dato il suo via libera alla creazione di un nuovo organo parlamentare. A cui sarà affidato il confronto tra maggioranza e opposizione. Conte lo definisce un ‘tavolo istituzionale’ importante per questo ha chiesto un consulto ai presidenti di Camera e Senato, Roberto Fico e Elisabetta Casellati. Una novità che almeno a metà soddisfa le richieste dell’opposizione di centrodestra. Da tempo l’opposizione lamenta la mancanza di un confronto, nonostante i numerosi emendamenti presentati.

I dati di ieri esposti dall’Istituto Superiore di Sanità riguardo i contagi sono critici. L’impennata della curva epidemiologica preoccupa il governo, e spinge verso una nuova valutazione di misure ancora più restrittive. 

Che fine farà la scuola dopo il nuovo vertice di maggioranza?

Nuovo vertice di maggioranza, in 24 ore si sono svolti complessivamente già due incontri per fare il punto. Ma al centro c’è sempre la scuola. Da molti esponenti politici iniziano ad arrivare perplessità sulla continuazione della didattica in presenza, e con ciò che comporta, in relazione agli inevitabili assembramenti sui mezzi di trasporto. Il Governo non nega la criticità che si sviluppa sui treni, bus e metropolitane. Ma questo fenomeno non è risolvibile nell’immediato come non è possibile avere nell’immediato specialisti di sala rianimazione come anestesisti e pneumologi. Per questo tipo di formazione professionale servono anni.

Il Governo è pronto a decidere sulla scuola ma rimane il problema sollevato dal Ministro della Pubblica Istruzione Lucia Azzolina. Ovvero la difficile relazione interpersonale che si crea tra gli studenti causata dall’uso solo di dispositivi video remoti per la didattica. È quindi chiaro che il Ministro è anche in totale disaccordo con le decisioni di chiusura delle scuole che alcuni Governatori hanno adottato. Lo ha ribadito anche oggi nell’incontro con i sindacati per emergenza sanitaria e legge di bilancio. Ma a questo punto va preservata e tutelata anche la sicurezza con una attenta analisi di ciò che potrebbe comportare la didattica in presenza. Il modello di ‘chiusura soft’ adottato dalla Francia, per esempio, prevede didattica a distanza solo per gli studenti delle superiori e potrebbe essere preso in considerazione.

Lavoro e ristori

Il tema ‘lavoro’ è affrontato e parzialmente risolto trovando il favore anche di tutte le associazioni di categoria. Blocco dei licenziamenti e ancora cassa integrazione. Ristori per tutte quelle attività già con obbligo di chiusura. Adesso però bisogna affrontare altro e cercare anche di non farsi influenzare da tutte quelle manifestazioni in atto sul territorio nazionale che spesso vedono una strumentalizzazione. In questo senso, anche se vige lo stato di emergenza, l’articolo 18 della costituzione per il Presidente non si tocca. Insomma il Presidente Conte per adesso attende di vedere i risultati relativi al nuovo DPCM e, nel caso che i numeri fossero peggiori, spera che si possa agire con maggiori iniziative ma con un più largo consenso. Magari anche con iniziative e suggerimenti che vengano dall’opposizione grazie al tavolo di ascolto creato. Perché la salute è un bene comune.