Notizie vecchie: Facebook avviserà quando verranno pubblicate sul social

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Facebook: giro di vite su notizie vecchie di più di tre mesi.

Facebook sta cercando in tutti i modi di recuperare credibilità agli occhi di editori e pubblico. A tale scopo, i vertici del social network hanno annunciato che presto arriverà un avviso quando verranno divulgate notizie vecchie. L’introduzione di questa funzione farà sì che, nel momento in cui un utente si accingerà a condividere un articolo che ha più di tre mesi, gli arrivi una notifica che lo metterà in guardia, e la stessa cosa accadrà per tutti coloro che vedranno il post. In questo modo si cercherà di ovviare alla piaga delle news rilanciate ad hoc per attirare in maniera ingannevole le attenzioni del pubblico ed ottenere così facili click e visualizzazioni.

Il giro di vite nei confronti delle notizie vecchie è un modo per Facebook di dimostrare che la sua battaglia alla divulgazione di informazioni fuorvianti continua ad andare avanti. Nonostante ciò, non si placano le polemiche relative al mancato oscuramento di post che incitano all’odio o alla violenza, al contrario invece di quanto sta già facendo Twitter che di recente ha bloccato i contenuti di Donald Trump contrari alle regole della piattaforma.

Facebook: scatta l’avviso in caso di notizie vecchie.

La società di Mark Zuckerberg ha chiarito che quest’intervento punta a tutelare anche il lavoro serio dei giornalisti. Molti editori, infatti, hanno lamentato che la facile diffusione di notizie ormai superate e spacciate come attuali va a danneggiare chi invece si impegna per informare correttamente lettori e utenti, perché con queste pratiche ingannevoli non si fa altro che alterare la realtà dei fatti. Dunque non è un caso se alcuni siti abbiano già provveduto a segnalare di propria iniziativa le news ormai superate con delle etichette che avvisano il pubblico.

Facebook segnalerà le notizie vecchie, ma le aziende continuano a scappare

La decisione di Facebook di introdurre l’avviso agli utenti relativi alla pubblicazione di notizie vecchie si inserisce anche nel tentativo dell’azienda di accattivarsi nuovamente la fiducia delle aziende. Infatti da Menlo Park hanno spiegato che presto scatterà anche una campagna di giusta informazione sul coronavirus. In questo caso, quando verranno pubblicate news sulla pandemia, verrà specificata palesemente la fonte, così da permettere agli utenti di tenersi alla larga da pericolose bufale. Inoltre si sta lavorando all’inserimento di informazioni sulla fonte prescelta, un servizio che andrà ad affiancarsi a quello già introdotto da alcuni mesi relativo al Centro informazioni sul Covid-19.

Antirazzismo sui social: le linee guida di Facebook

Queste novità però al momento non sembrano frenare un certo clima di scarsa fiducia nei confronti del social network. Le critiche sono partite quando Zuckerberg è stato accusato di non impegnarsi al massimo per bloccare e rimuovere contenuti offensivi e lesivi della dignità altrui, nonché fuorvianti. Anche i dipendenti dell’azienda si erano ribellati, organizzando uno sciopero virtuale. In seguito a questa bufera mediatica, il fondatore della piattaforma era intervenuto per rassicurare tutti, aggiungendo che ben presto si sarebbe valutata l’ipotesi di intervenire sul regolamento e di aggiornarlo per ridurre la divulgazione di post particolarmente violenti o discriminatori.

Verizon: stop alla pubblicità su Facebook.

Nel frattempo, però, si ingrossa l’elenco di grandi società che scappano da Facebook, comunicando che da qui in poi non acquisteranno più spazi pubblicitari all’interno del sito. Di recente è stata Viber ad annunciare che non intende più collaborare con la società di Zuckerberg. In queste ultime ore si è aggiunta anche Verizon. Il dirigente del colosso statunitense delle telecomunicazioni wireless, John Nitti, ha dichiarato che per adesso non ci sarà più alcun annuncio pubblicitario sul social network. Questo allontanamento proseguirà almeno fino a quando da Menlo Park non faranno chiarezza sulle proprie linee guida relative alla diffusione di contenuti, affinché la società possa sentirsi a proprio agio come sta accadendo ad esempio con YouTube.

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