Niccolò Ammaniti, mettere in scena le emozioni

Interiorità, paure e conflittualità nelle narrazioni di uno tra gli scrittori italiani più apprezzati

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Niccolò Ammaniti

Il 25 settembre 1966 nasceva a Roma Niccolò Ammaniti. Scrittore, regista e sceneggiatore assai apprezzato, a renderlo celebre e noto al grande pubblico sono stati i suoi romanzi. In questi, caratterizzati da uno stile di scrittura semplice e diretto, a essere messi in primo piano sono l’interiorità complessa e non priva di contraddizioni dei protagonisti e le difficili relazioni che questi, tra incomprensioni e tese rimostranze, instaurano tra loro.

Niccolò Ammaniti: alla scoperta dell’autore

L’esordio di Ammaniti è nel segno del pulp: le prime pubblicazioni, infatti, sono il romanzo Branchie nel 1994, dal quale è stato tratto il film omonimo di Francesco Ranieri Martinotti nel 1999, e la raccolta di racconti, pubblicata due anni dopo nel 1996, Fango. Da questo genere però si allontana ben presto, pur essendone divenuto uno dei maggiori esponenti in Italia.

Successivi infatti sono il lavori Ti prendo e ti porto via del 1999, al quale segue nel 2001 Io non ho paura, con il quale raggiunge una grande notorietà a livello nazionale. Arriva poi Come Dio comanda, pubblicato nel 2006, con il quale Ammaniti vincere il premio Strega nel 2007. Questi ultimi due romanzi dello scrittore trovano delle rispettive trasposizioni cinematografiche dirette entrambe da Gabriele Salvatores, la prima nel 2003 e la seconda nel 2008.

Ammaniti pubblica poi, nel 2009, Che la festa cominci, mentre subito successivo è il romanzo Io e te del 2010, anch’esso divenuto una pellicola, nel 2012, sotto la regia di Bernardo Bertolucci. Nel 2012 Ammaniti propone una nuova raccolta di racconti, Il momento è delicato, mentre nel 2014 è autore e regista del docu-film The Good Life. Se lo scrittore, nel 2015, propone al suo pubblico un nuovo romanzo, Anna, nel 2018 si cimenta invece come showrunner, co-sceneggiatore e co-regista de Il miracolo, serie tv di SKY.

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