lunedì, Maggio 20, 2024

Napoli: restituite delle opere d’arte trafugate

Stamane sono state restituite delle opere d’arte sacra trafugate. Fondamentale l’azione dei Carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC), in collaborazione con altri soggetti.

Le opere d’arte restituite alle 10.30

Questa mattina alle ore 10.30 sono state restituite delle opere d’arte trafficate illecitamente. Hanno presenziato alla consegna: Magg. Giampaolo Brasili, Comandante del Nucleo TPC di Napoli, Cap. Saverio Loiacono, Comandante della Sezione Antiquariato del Reparto Operativo TPC, Mons. Eduardo Parlato, Direttore dei beni culturali della Diocesi di Napoli, e Mons. Adolfo Russo, Direttore del Museo Diocesano di Napoli.

Elemento architettonico in marmo policromo

Risale al XVII secolo e misura 2×1 metri circa. Si trovava nella Chiesa di Sant’Aniello a Caponapoli, poi sottratto tra il 1994 e il 1995. L’opera si trovava negli Stati Uniti, in una villa lussuosa di proprietà di un italo-americano, che l’aveva acquistata da un antiquario romano mentr era in Italia. Il possessore, ignaro della storia del bene, ha appreso la verità e non ci ha pensato due volte a restituirlo. I militari della Sezione Antiquariato del Reparto Operativo TPC e la Procura della Repubblica di Roma – pool Patrimonio Artistico, hanno rimpatriato l’opera.

Dipinto raffigurante la Santissima Trinità

Questa opera sarà riconsegnato a Don Carmine Nappo, Parroco della Chiesa di Santa Maria degli Angeli di Napoli. Il dipinto proveniva dalla Chiesa di Santa Maria degli Angeli di Pizzofalcone, poi trafugata negli anni Ottanta in seguito alla chiusura del luogo di culto in occasione del terremoto. Il Nucleo TPC di Napoli e la Procura della Repubblica partenopea l’ha recuperata nel dicembre 2020 in un deposito di via Foria, insieme ad altre opere d’arte, tra cui una statua lignea del Seicento trafugata nel 1973 dal Museo Statale Le Prieure Du Vieux Logis di Nizza (FR), ponendo fine a un vero e proprio traffico illecito di beni culturali.

Una lesena in marmo policromo

Si tratta di un elemento architettonico con particolari decori floreali e vegetali, lungo 3 metri circa. È stata smembrata da un altare della Chiesa del Gesù e Maria, chiusa per inagibilità già dagli anni Ottanta a seguito del tragico evento sismico già menzionato. Anche in questo caso l’edificio di culto è stato oggetto di atti di vandalismo. Sono ancora in corso le ricerche di altri arredi.

Il reperimento della lesena

Un’attività antiquariale nel cuneese ha recuperato la lesena. I militari della Sezione Antiquariato del Reparto Operativo TPC l’ha rintracciata durante le indagini della Procura della Repubblica di Asti. L’antiquario aveva regolarmente acquistato la lesena da una nota casa d’aste francese, che la possedeva dal 2007. Luigifranco Zoena, Presidente dell’associazione di promozione sociale Euforika Napoli, ha riconosciuto l’opera. Lui, che per circa cinque anni ha avuto in gestione la Chiesa del Gesù e Maria di Napoli, di proprietà dell’Arciconfraternita degli Uffiziali dei Banchi di San Potito, rappresentata da Padre Fratellanza.

Le opere d’arte restituite alle ore 11.30

Alle ore 11:30, presso la Soprintendenza, lo stesso Magg. Giampaolo Brasili, ha restituito al Soprintendente ABAP di Napoli, Arch. Luigi La Rocca, due importantissime opere alla presenza di funzionari del Fondo Edifici di Culto della Prefettura di Napoli. Risalgono al XVIII secolo e raffigurano “L’Annunciazione” e “Sogno di San Giuseppe”, asportati il 17 ottobre 1969 dalla Chiesa di San Severino e San Sossio di Napoli.

Il recupero delle due opere d’arte

Il loro recupero è avvenuto tramite un attento e mirato accertamento effettuato dalla Sezione Elaborazione Dati TPC sui siti internet di conosciute case d’asta. Tra queste compare una società del nord-Italia, che promuoveva la vendita delle due opere per aprile 2019. Il Nucleo TPC di Napoli e la Procura della Repubblica di Milano – VII Dipartimento, specializzato nella Tutela del Patrimonio Culturale, hanno ricondotto la provenienza dei dipinti al furto citato, nonostante i soggetti proponenti della vendita ne fossero ignari. Ora il luogo potrà ancora godere della presenza delle opere d’arte. Fondamentale la comparazione delle immagini degli oggetti sequestrati con quelle contenute nella “Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti”, gestita dal Comando TPC, il più grande database del mondo, con oltre 6 milioni di beni culturali censiti.

Soggetti diversi con un unico obiettivo

Queste restituzioni testimoniano la stretta sinergia fra i Carabinieri TPC, i responsabili degli Uffici Diocesani e i funzionari delle Soprintendenze. Questa collaborazione è migliorata anche con la divulgazione della pubblicazione “Linee Guida per la Tutela dei Beni Culturali Ecclesiastici”, realizzata nel 2014 dal Ministero della Cultura, dall’Arma dei Carabinieri e dalla Conferenza Episcopale Italiana.

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