Il primo capitolo è arcinoto e decisamente increscioso per l’ambiente rossonero.

Il secondo, appena iniziato, sembra pressoché simile per contenuti, ma totalmente differente per il finale che sta per scriversi.

Gli autori della saga non hanno voluto lasciare nulla al caso e, nel giro di pochi mesi, hanno inteso riprendere il filo del discorso, riportando l’attenzione verso questioni lasciate temporaneamente in sospeso, per arricchire di suspense la fine dell’anno.

E purtroppo, per i tifosi milanisti, l’anno sta finendo sul serio e quello che si sperava fosse un beniamino bravo, ingenuo e da coccolare, pare sia forse il peggior nemico del club.

D’accordo se Raiola intende fare i propri interessi, ma le mancate risposte da parte del giocatore stanno definitivamente chiarendo ogni equivoco sorto in estate, ma mai del tutto cancellato dall’ambiente dei fedelissimi.

Donnarumma è maggiorenne e vaccinato; e tra quelli somministrati in tenera età potrebbe averne scelto uno speciale per proteggersi da un virus che investe coloro che hanno paura di rimanere poveri, evitando sapientemente di ammalarsi senza le cure necessarie.

Il suo medico di fiducia, Raiola, lo ha tranquillizzato e probabilmente catechizzato a dovere dopo il triste epilogo dell’estate.

Dopo gli sfoghi contro Mirabelli ha rimandato il tutto alle feste natalizie, che il giovane portiere passerà solo più che mai tra insulti, striscioni di protesta, consolato unicamente dal fratello divenuto ricco senza aver ancora fatto una parata.

Un copione degno di un grande regista e di un cast altrettanto prestigioso.

Gattuso, già alle prese con problemi di carattere psicologico, è chiamato a ricompattare una squadra depressa dai risultati ottenuti dopo quindici partite giocate.

Dovrà fare gli straordinari, cercando di salvare il salvabile, per tenere i nervi saldi e i giocatori concentrati.

Un lavoro, che insieme alla società, necessita quantomeno di vittorie e prestazioni importanti sul campo come unica cura a tutti i mali; che per carità non sempre vengono per nuocere, ma al momento stanno danneggiando l’immagine, e la storia di un club abituato a ben altre vicende sportive, fatte di successi, trionfi, trofei ed esempi da seguire: non da inseguire.

 

 

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