Manvendra Sing Gohil, il principe che andava curato

Lo scomodo principe indiano Manvendra SIngh Gohil sorprende di nuovo i media raccontando la sua esperienza come utente i un centro per le terapie riparative.

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il principe indiano che ha fatto coming out

Che il principe indiano Manvendra Singh Gohil sia disposto ad aiutare le altre persone attraverso il racconto della propria storia personale non è una novità. Il nobile infatti è stato il primo principe in India ad avere mai ammesso pubblicamente la sua omosessualità, mettendo inoltre a disposizione alcuni suoi possedimenti per ospitare persone LGTBIQ (lesbiche, gay, transgender, bisex, intersex e queer) in difficoltà economica o allontanate dalla famiglia.

Ed è proprio su questo aspetto che si collega la nuova dichiarazione pubblica di Singh Gohil rilasciata a Forbes. Nonostante il nobile rango e le disponibilità economiche e culturali del suo nucleo familiare di origine, il principe sarebbe stato costretto dai genitori a ricorrere a terapie riparative per tentare di cambiare il suo orientamento sessuale costringendolo anche ad un matrimonio combinato celebrato nel 1991 e terminato l’anno seguente.

In India i centri che si occupano di fornire questo tipo di “terapie” sono legali anche se sempre più al centro delle critiche degli attivisti per i diritti delle minoranze sessuali di tutto il mondo. Lo stesso Singh Gohil ha deciso di lottare come attivista in prima linea contro questo tipo di percorsi psicologici forzati, partendo proprio dalla sua testimonianza personale diretta su uno dei principali giornali internazionali. L’impegno del nobile indiano rispecchia in pieno il piano ONU che mira a rendere illegali in tutto il mondo le terapie riparative in tutto il mondo, poiché considerandole dannose per la stabilità psicologica e limitative delle libertà personali. Appello ad oggi accolto da cinque paesi in tutto il mondo. L’ultimo la Germania lo scorso maggio dopo Malta, Ecuador, Brasile e Taiwan.

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