Londra chiede aiuto a Whatsapp per l’attentato a Westminster

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La ministra dell’interno del Regno Unito, Amber Rudd, ha confermato questa settimana su Sky News e in un’intervista rilascita alla BBC, che Khalid Masood, responsabile dell’attacco terrorista dello scorso 22 marzo, aveva utilizzato l’applicazione whatsapp per inviare messaggi, sfruttando la end-to-end encryption, un sistema di messaggistica criptata che permette di leggere i messaggi solo agli interlocutori della conversazione.

Nelle sue dichiarazioni rilasciate alla catena britannica BBC la ministra ha considerato come  “totalmente inaccettabile” che i servizi di Whatsapp offrano un sistema di messaggistica criptata che impide ai servizi di sicurezza di conoscere i messaggi che si inviano ai terroristi.

“Dobbiamo assicurarci che le imprese come Whatsapp non costituiscano un posto in cui i terroristi si possano nascondere e comunicare fra di loro. Dobbiamo assicurarci che i nostri servizi segreti siano in grado di accedere alle discussioni criptate”, ha detto la ministra nell’intervista rilasciata al BBC.

La ministra ha quindi chiesto aiuto a Whatsapp e ha sottolineato che ci sono delle indagini in corso sul terrorismo e che le aziende di comunicazione come whatsapp e tante altre esistenti devono essere disposte a collaborare per aiutare nella lotta contro il terrorismo.

Intanto Whatsapp, ha risposto immediatamente alla richiesta della ministra, mediante un comunicato offrendo tutto il suo appoggio. “Siamo inorriditi dall’attacco accaduto a Londra e questa settimana collaboreremo con le autorità per le loro investigazioni” ha detto il portavoce di Whatsapp.

Neil Basu, vice capo della polizia e coordinatore nazionale dell’antiterrorismo ha dichiarato che gli investigatori stanno cercando di capire se il terrorista Masood abbia agito da solo oppure se vi sono altri complici ad avere partecipato alla pianificazione dell’attacco terrorista.

Infatti, dopo l’attentato, erano già state arrestate 11 persone, ma solo 2 di queste erano state trattenute: una donna di 32 anni rilasciata dalla polizia su cauzione e un uomo di 58 anni arrestato a Birmingham. Tutti gli altri sono stati rilasciati in libertà.

“Siamo determinati ad accertare se Masood abbia agito da solo o se altre persone lo abbiano incoraggiato, sostenuto o istruito”, ha dichiarato lo scorso sabato Neil Basu. “Continuiamo a pensare che Masood abbia agito da solo quel giorno, ma se cosí fosse, dobbiamo cercare di capire con assoluta chiarezza il perché di questi atti atroci. Tuttavia, questa spiegazione potrebbe essere morta insieme a lui”.

 

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