domenica, Giugno 16, 2024

L’Europa rischia il blackout di Facebook e di Instagram

L’Europa rischia il blackout di Facebook e Instagram che potrebbero scomparire del tutto dal territorio europeo? La domanda si pone, a seguito della misura shock adottata dall’Irlanda. Il Paese ha appena bloccato il trasferimento di dati dei suoi cittadini agli Stati Uniti. E senza un accordo nelle prossime settimane, i social di Meta potrebbero quindi essere banditi dal continente.

L’Europa rischia il blckout di Facebook e di Instagram?

A pochi mesi dalla multa di 17 milioni di euro ai social, il Paese ha appena annunciato un provvedimento che potrebbe ridistribuire completamente le carte del potere nel continente europeo. In effetti, se l’Unione europea è particolarmente interessata alla protezione dei dati dei suoi cittadini, l’Irlanda prende chiaramente questa dottrina alla lettera. Giovedì la Commissione irlandese per la protezione dei dati ha deciso di bloccare qualsiasi trasferimento di dati tra Europa e Stati Uniti. Si tratta dell’ultimo round di una disputa lunga anni. Sulla protezione dei dati dei cittadini europei dallo spionaggio americano. La Commissione quindi, ha poi inviato la bozza in questione a tutti i paesi limitrofi, Francia compresa. Pertanto tutte le istituzioni europee per la protezione dei dati hanno un mese per esprimere il proprio parere in merito. Trascorso questo tempo, Facebook e Instagram saranno banditi dal territorio.

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Meta dovrà raccogliere la sfida

Meta, che possiede Facebook e Instagram, ha affermato che potrebbe dover chiudere i servizi in Europa se non è in grado di trasferire facilmente i dati. “Questa decisione provvisoria, che deve essere sottoposta al riesame delle autorità europee per la protezione dei dati, è legata a un conflitto tra diritto europeo e diritto americano che è in via di risoluzione”. Spiega un portavoce di Meta. “Accogliamo con favore l’accordo tra Stati Uniti e Unione Europea che stabilisce un nuovo quadro giuridico che consentirà il trasferimento dei dati oltre confine“. “Ci auguriamo che questo quadro giuridico ci permetta di tenere collegate famiglie, comunità ed economie”, afferma Meta. Che ovviamente non esclude la possibilità che nelle prossime settimane non emerga nessun quadro giuridico. Il compito è arduo per il gruppo, il cui uso dei dati degli utenti sta facendo sempre più notizia da diversi anni a questa parte. Soprattutto in seguito al grande scandalo Cambridge Analytica.

L’Europa rischia il blackout per norme sulla privacy

La lite tra Meta e le autorità europee non è nuova. La questione della privacy risale alle rivelazioni dell’informatore della NSA Edward Snowden. Che ha scoperto che le agenzie di spionaggio statunitensi potevano accedere ai dati archiviati sul suolo americano. Ciò ha portato a una serie di sfide legali da parte dell’attivista austriaco per la privacy Max Schrems. Per eliminare gli accordi di condivisione dei dati, esistenti, tra Stati Uniti ed Europa. ll gigante della tecnologia statunitense ha combattuto in tribunale per anni le autorità di regolamentazione irlandesi e gli attivisti europei per la privacy. Già nel 2020 il gruppo di Mark Zuckerberg minacciava di ritirare i propri servizi dal continente. A seguito di una decisione del 2020 della Corte di Giustizia Europea, la massima corte dell’Unione Europea. Che ha annullato un importante patto di condivisione dei dati tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti. 

L’accordo, noto come Privacy Shield, era illegale a causa della mancanza di protezioni della privacy da parte dell’autorità garante americana. La decisione è stata dunque, un esempio di come i governi di tutto il mondo stabiliscano sempre più regole e standard che regolano il modo in cui i dati possono essere trasferiti in tutto il mondo.

Diletta Fileni
Diletta Fileni
Blogger e redattrice per il Periodico Daily guardo alla scrittura come esercizio di riflessione e di responsabilità, uniti a un impegno per invitare alla conoscenza. Laureata in Economia e Commercio.

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