martedì, Luglio 23, 2024

Aeropittura futurista: velocità, movimento e volo

Un successo di critica e pubblico per la mostra DALL’ALTO. Aeropittura futurista che, raggiunti quasi i 20.000 visitatori, è prorogata fino al 18 settembre. A cura di Massimo Duranti con la collaborazione di Andrea Baffoni, l’esposizione è composta da un centinaio di opere. Approfondire lo sviluppo che ha caratterizzato la pittura italiana nei primi decenni del Novecento.


Futurismo e Parole: quando le parole diventano immagini


Che tipo di soggetti presenta l’Aeropittura?

Paesaggi, aerei, visioni dall’alto a volte dilatate, distorte o addirittura capovolte. Sono i soggetti delle opere di Aeropittura che con sintesi e essenzialità hanno esaltato la velocità, il movimento e la simultaneità del volo, atto fisico e stato d’animo. La specificazione futurista ha visto la sua consacrazione nel 1931 con un manifesto a firma di Balla, Depero, Dottori, Benedetta, Fillia, Somenzi e Tato. Tuttavia già dalla metà degli anni Venti aveva iniziato a diffondersi tra alcuni pittori proiettati in avanti.

Paesaggismo moderno

L’Aeropittura è una forma moderna e intrigante di paesaggismo, tutta italiana. Nasce come sviluppo del Futurismo, la più importante Avanguardia artistica italiana del Novecento. Dal 1909 in poi coinvolge tutti i principali artisti italiani fino alla fine della Seconda guerra mondiale. L’interesse per la resa pittorica del movimento e della velocità è un tratto distintivo dello stile con la fascinazione del volo e delle vedute aeree che si ritrovano più volte negli anni Venti. Assumono ufficialità alla fine del decennio a partire da un testo di Mino Somenzi del 1928 e un articolo di Filippo Tommaso Marinetti del 1929. Il successo della tipologia di raffigurazione è tale che nel 1939, per la III Quadriennale d’Arte Nazionale, è realizzata una collettiva intitolata Mostra futurista di aeropittori e aeroscultori. Per l’occasione Marinetti scrive un’introduzione in cui analizza diffusamente la tendenza, classificando il movimento in quattro declinazioni pittoriche e in due aeroscultoree.

La mostra del Labirinto della Masone a Fontanellato

L’esposizione mette in luce le peculiarità degli artisti dell’Aeropittura, che evolvono i concetti di velocità e dinamismo. Non si limitano più a treni, automobili o motocicli, ma sfidando i cieli e si appropriano di visioni fisiche e mentali innovative per l’epoca. Le opere presentate nella mostra sono numerose, per meglio rendere le sfaccettature dello stile dei protagonisti del movimento. Un centinaio di oltre trenta talenti in cui la pittura prevale, ma non mancano disegni, acquerelli, grafiche di medie dimensioni e anche alcune aerosculture. In particolare sono esposti i lavori di Renato Di Bosso, Umberto Peschi e Mino Rosso. Gerardo Dottori è presente con le grandi tele Incendio in città e Volo sull’oceano, Osvaldo Peruzzi, Fillia, Enrico Prampolini e le opere che tendono a un’astrazione del tutto personale. Non mancano gli aerei sapientemente ritratti da Tullio Crali e Tato.

Gli artisti dell’Aeropittura

In esposizione ci sono anche i grandi maestri Giacomo Balla e Fortunato Depero. Pur non essendo aeropittori in senso stretto, firmarono il manifesto e sperimentarono con le prospettive aeree numerose volte. Da no dimenticare le futuriste: Benedetta Cappa Marinetti, Leandra Angelucci Cominazzini, Barbara, Marisa Mori. Quindi un movimento unitario che coinvolgeva uomini e donne allo stesso modo, affascinati dalle nuove tecnologie e della possibilità rappresentative che offrivano.

Guido Strazza

In mostra anche l’ultimo degli aeropittori: Guido Strazza che quest’anno compie 100 anni. Giovanissimo incontrò Marinetti che, dopo aver visto alcuni disegni, lo invitò nel 1941 a una mostra di futuristi a palazzo Braschi. L’anno espose dopo alla Biennale di Venezia. Otto disegni in mostra documentano la sua breve stagione futurista, prima di approdare a un astrattismo del segno che lo ha reso famoso nel mondo. La mostra al Labirinto della Masone vuole essere una ricognizione sistematica del movimento che coinvolse alcuni tra i principali artisti italiani della prima metà del Novecento. Incentrato sul tema il volume della Franco Maria Ricci Editore.

Immagine da cartella stampa.

Odette Tapella
Odette Tapella
Vivo in piccolo paese di provincia. Mi piace leggere, fare giardinaggio, stare a contatto con la natura. Coltivo l'interesse per l'arte, la cultura e le tradizioni.

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