sabato, Giugno 22, 2024

Leadership dei Tory: ecco i candidati per sostituire Johnson

Sono attese per ottobre le elezioni del nuovo primo ministro britannico, che guiderà la leadership del partito di maggioranza conservatore, i Tory. I candidati sono già molti, e con ideologie diverse.

Leadership dei Tory: chi sono i candidati?

Con le dimissioni del primo ministro britannico Boris Johnson, è prevista per ottobre l’elezione del nuovo leader Tory, il partito conservatore del Paese. I candidati sono vari, e provenienti da differenti ideologie di partito. Da pro-Brexit a pro-UE, da conservatori più fiscali a quelli più moderati, non sono pochi i nomi già sulla lista. Ed ecco quali sono.

Rishi Sunak

Della sua candidatura si era già appreso nei giorni scorsi. Sunak, ex cancelliere dello Scacchiere, si era dimesso dalla carica a seguito dello scandalo Pincher. Le sue politiche si concentrano su tasse e spese. Sunak ha infatti sostenuto l’importanza del monitoraggio delle finanze pubbliche, anche se dovesse comportare un aumento delle tasse a fronte di una recessione. Si ideologia socialmente liberale, è un sostenitore dell’imprenditorialità all’americana.

Sajid Javid

Ex segretario della Salute e, insieme a Sunak, dimissionario dopo lo scandalo Pincher, Javid si figura come un conservatore a favore delle basse tassazioni. Dimessosi da cancelliere nel 2020 e sostituendo Matt Hancock alla Salute, ha spinto per maggiori spese sanitarie e sociali. Al fine di finanziare il settore sanitario, ha aderito all’aumento dell’assicurazione nazionale dei contributi. Al centro degli ultimi incarichi di Jzvid vi erano le disuguaglianze sanitarie.

Tom Tugendhat

Tom Tugendhat, ex soldato, ha lanciato la propria candidatura con un articolo pubblicato sul Daily Telegraph. Ha promesso di “colmare il divario” causato dalla Brexit, chiedendo però anche un’inversione immediata dell’aumento dell’assicurazione nazionale. Tugendhat si è guadagnato il sostegno dell’ex presidente del comitato dei parlamentari conservatori di One Nation, Damian Green.

Jeremy Hunt

Hunt, presidente del comitato per la salute e l’assistenza sociale durante l’emergenza Covid, si è sempre attenuto alla politica sanitaria e tutelato la sicurezza dei pazienti. Quando, nel 2019, si candidò alla leadership, il suo programma prevedeva un aumento della soglia per l’assicurazione nazionale, e dunque un taglio delle tasse per i redditi medio-bassi. E l’aumento della spesa per la difesa del 2,5% del PIL. Hunt è noto per essersi schierato, in merito alla questione Brexit, contro l’opzione no-deal.

Nadhim Zahawi

Secondo parlamentare più ricco in parlamento dopo Sunak, ex uomo d’affari, Nadhim Zahawi ha fatto riferimento per il suo programma a un taglio delle tasse sulle imprese. Ha inoltre suggerito che altri tagli si potrebbero applicare ai cantieri.

Grant Shapps

Uno dei ministri del Gabinetto che non si sono dimessi nell’ultima settimana, segretario ai Trasporti, Grant Shapps ha annunciato la sua candidatura sabato. Accennando al comportamento dei suoi colleghi, Shapps ha fatto riferimento al fatto che non ha passato “gli ultimi anni turbolenti a complottare contro il primo ministro”. Per quanto riguarda il suo programma, ha dichiarato di voler produrre un bilancio di emergenza, ordinando un taglio alle tasse personali per i soggetti vulnerabili. Fra le sue proposte anche quella di offrire sostegno statale alle aziende con alti livelli di consumo energetico.

Altri candidati alla leadership dei Tory: Penny Mordaunt

Penny Mordaunt è conosciuta per essere una convinta pro-Brexit. Sul piano economico si dice verso l’ala sinistra del partito. Sostiene tuttavia i banchi alimentari nel suo collegio elettorale a Portsmouth North e preme per una maggiore azione da parte di Londra sul fronte della crisi del costo della vita. Mordaunt è anche una sostenitrice dei diritti della comunità LGBT.

Liz Truss

Liz Truss ha tenuto una campagna per rimanere nell’UE nel 2016, ma negli ultimi mesi si è concentrata sul prendere una linea dura sul protocollo dell’Irlanda del Nord. Si pensa che Truss chieda un carico fiscale inferiore come candidata. È stata a lungo sostenitrice di un pensiero di destra circa la libertà individuale.

Suella Braverman

Procuratore generale, Suella Breaverman ha promesso di sbarazzarsi di quella che lei ha definito la “spazzatura” del paese, affermato che esiste una “cultura dei diritti fuori controllo” nel Regno Unito. Braverman è una nota pro-Brexit, recentemente appoggiata dalla destra del partito per i suoi cenni legali al disegno di legge sul protocollo dell’Irlanda del Nord.

Kemi Badenoch

Kemi Badenoch è ex ministro per le pari opportunità, nota per sostenere le polemiche contro e questioni di guerra culturale. Ha contestato “la politica dell’identità” e ha affermato che Johnson è “un sintomo dei problemi che dobbiamo affrontare, non la loro causa”. Badenoch sostiene la riduzione delle tasse per l’aumento della crescita della produttività.


Leggi anche: Regno Unito: Rishi Sunak annuncia candidatura a leader conservatore  

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