Povertà: un tema sempre attuale difficile da vivere e da affrontare, che lascia segni indelebili non solo nella via quotidiana ma addirittura nel dna; è quanto emerge da uno studio scientifico di un team di studiosi della Northwestern University.

Lo studio si occupa principalmente di capire ed analizzare gli effetti che la ricchezza e la povertà hanno sulla salute umana, focalizzandosi sulle conseguenze di quest’ultima. Le conclusioni degli scienziati sono state pubblicate sull’American Journal of Physical Anthropology, e sfidano la visione dei geni come caratteristiche immutabili determinate al momento del concepimento. Sembra che, la povertà, influenzi 1 gene su 10; un’eredità genetica pesante quella scritta nel dna.

Secondo lo studio, uno status economico più basso della media, può determinare variazioni nel dna oltre che svariate malattie. Alla povertà vengono associate, infatti, patologie come insulino-resistenza, stress, infiammazione cronica e disregolazione del cortisolo. Inoltre, è stata osservata, anche una maggiore possibilità di presentare malattie di tipo cardiaco e infettive, tumori e diabete.

Thomas McDade, Direttore del Laboratory of Uman Biology Research e autore principale dello studio, spiega che, purtroppo, non sono ancora noti i meccanismi secondo i quali il corpo memorizza le situazioni di povertà. Il team, però, si ritiene soddisfatto dalla quantità e dall’impatto delle associazioni rilevate: questi esempi dimostrerebbero come la povertà può avere impatti a lungo termine su una serie di processi fisiologici.

Gli esperti, inoltre, evidenziano l’importanza di ulteriori studi in merito alla metilazione del dna, al fine di rilevare eventuali conseguenze sulla salute: alcuni dei geni analizzati sembrano essere collegati alle risposte immunitarie alle infezioni, allo sviluppo scheltrico e del sistema nervoso.

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