venerdì, Maggio 24, 2024

La cultura del rispetto e la giornata nazionale contestata

Il DDL Zan è arrivato a una prima discussione al Senato ieri. Discussione che si è trasformata in scontro verbale acceso. Sarebbe divertente, se non fosse tragico, constatare come un DDL che promuove la cultura del rispetto dimostri la totale mancanza di tale caratteristica tra i parlamentari italiani.

La giornata per la promozione della cultura del rispetto: perché fa discutere?

E’ il caso di tornare a parlarne, perché i politici tutti dimostrano ogni giorno predicare bene e razzolare male. Il ddl Zan parla tra le altre cose della creazione di una giornata volta a promuovere la cultura del rispetto e dell’inclusione nonché a contrastare i pregiudizi, le discriminazioni e le violenze determinati dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere. Una cosa bella insomma. Un momento per tutti di confrontarsi sulla parola rispetto, sul termine pregiudizio, sulle discriminazioni. Un’occasione per creare eventi che diano chiarimenti sui termini sesso, orientamento sessuale, identità di genere. Ma no. Qualcuno vuol far credere che questa giornata sia un memento di indottrinamento coatto. Qualcuno crede che dopo una giornata simile tutti diventino omosessuali forse.

Il rispetto e le scuole

Il maggior punto di attrito in merito a questa giornata nazionale è quanto scritto nell’art.7. “le scuole, nel rispetto… provvedono alle attività di cui al precedente periodo”. Il che indica che le scuole tutte, di ogni grado, devono provvedere a produrre eventi e promuovere discussioni sul tema della giornata nazionale. Ora qualcuno batte sul chiodo del “ma i bambini delle elementari che ne sanno del sesso?”. Perchè per la limitata capacità mentale italiana media il tema si riduce a quello. Sesso. Ma davvero si può arrivare a pensare che alle elementari la giornata per la promozione del rispetto e della tolleranza debba parlare di sesso? Davvero gli italiani sono cosi poco fiduciosi del corpo docenti da non credere che siano capaci di organizzare attività volte a promuovere il rispetto del prossimo senza cadere in argomenti complessi per un bambino?


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La questione delle scuole cattoliche

L’altro tema caldo è quello delle scuole cattoliche che credono di dover insegnare a diventare omosessuali ai ragazzini. O almeno questo vogliono far credere di aver capito di dover fare. Ma non è forse una base della cultura cattolica, quella tanto acclamata quando fa comodo, il rispetto, l’accoglienza, la lotta al pregiudizio? Non sono temi citati nel Vangelo? Non sono gli stessi temi che gli stessi cattolici usano quando riguarda tematiche che li riguarda? Se i non cattolici affermano che i preti sono pedofili vengono accusati di avere pregiudizi. Se un non cattolico chiede che in una scuola laica venga rispettata la laicità e tolto un simbolo religioso viene accusato di mancanza di rispetto. Per quale motivi quindi non sono interessati, i cattolici, a promuovere una giornata che spieghi cosa sia il rispetto? Forse perché lo usano a senso unico?

Sowmya Sofia Riccaboni
Sowmya Sofia Riccaboni
Blogger, giornalista scalza (senza tesserino), mamma di 3 figli. Guarda il mondo con i cinque sensi, trascura spesso la forma per dare sensazioni di realtà e di poter toccare le parole. Direttrice Editoriale dal 2009. Laureata in Scienze della Formazione.

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