La Crimea deve essere restituita all’Ucraina

Ad affermalo sono i leader mondiali riuniti al summit Piattaforma per la Crimea

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La Crimea deve essere restituita all’Ucraina

Si è tenuto il secondo summit della Piattaforma per la Crimea. Al summit hanno partecipato numerosi leader mondiali, i quali concordano che la Crimea deve essere restituita all’Ucraina. Intanto, il presidente ucraino Zelensky avverte del rischio di “attacchi brutali” da parte della Russia nel Giorno dell’Indipendenza ucraina.

La Crimea deve essere restituita all’Ucraina

Si intensifica la pressione internazionale sulla Russia. Sessanta leader mondiali hanno aderito all’iniziativa denominata “Piattaforma per la Crimea” promossa da Kyiv per riportare la penisola affacciata sul Mar Nero sotto il proprio controllo. “È necessario che la Crimea sia liberata perché si arrivi davvero alla vittoria, perché il diritto internazionale sia ristabilito. Tutto è iniziato in Crimea e deve finire in Crimea”, ha esordito il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.  

Al secondo summit della Piattaforma di Crimea i principali leader mondiali si schierano al fianco del presidente ucraino. “La Crimea è ucraina e tornerà a far parte dell’Ucraina, come Rotterdam è parte dell’Olanda o Nizza è parte della Francia. C’è chi pensava che la Crimea stesse diventando russa. Ma non si può tornare al ‘business as usual’ quando si parla della Russia. Dopo i crimini di Bucha e la distruzione dell’Ucraina, la Russia non solo deve arretrare ai confini del 24 febbraio ma deve riconoscere il diritto dell’Ucraina di tornare ai confini internazionalmente riconosciuti”, ha detto il presidente polacco Andrzej Duda. “La comunità internazionale non accetterà mai l’annessione imperialista illegale della Russia del vostro territorio”, ha invece sottolineato il cancelliere tedesco Olaf Scholz.

Draghi e von der Leyen: la lotta per la Crimea è parte della lotta per l’Ucraina

Al summit è intervenuto anche il premier italiano Mario Draghi, che ha sottolineato che la lotta per la Crimea è parte della lotta per l’Ucraina. “L’Italia sostiene senza tentennamenti questa iniziativa e l’Ucraina. L’Italia ha sempre condannato l’occupazione della Crimea e siamo preoccupati per il peggioramento dei diritti umani nella penisola e per le ingiustizie verso la comunità tatara: la lotta per la Crimea è parte della lotta per liberare l’Ucraina”, ha affermato Draghi. Della stessa idea la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. “L’UE non riconoscerà mai l’annessione illegale della Crimea da parte della Russia. Lavoriamo instancabilmente con l’Ucraina per denunciare le violazioni dei diritti umani, assicurare alla giustizia i responsabili e sostenere le vittime. La Crimea non solo è stata usata come una base militare ma anche come test per altre brutali annessioni di parte del territorio ucraino. L’UE sarà al fianco dell’Ucraina per il tempo che ci vorrà e il nostro desiderio di vedere l’Ucraina un membro dell’UE non è mai stato così forte”, ha detto von der Leyen.

Erdogan: Mosca deve restituire la Crimea all’Ucraina

Anche il presidente turco Recep Tayyip Erdogan si è schierato con Kyiv. “Mosca restituisca la Crimea all’Ucraina”, ha affermato Erdogan. “La restituzione della Crimea all’Ucraina, di cui è una parte inseparabile, è essenzialmente un requisito del diritto internazionale”, ha aggiunto il presidente turco. Erdogan ha poi sottolineato l’importanza per la sicurezza regionale e globale della protezione dell’integrità territoriale, della sovranità e dell’unità politica dell’Ucraina.


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