La Cina si rifiuta di rinnovare gli accrediti stampa dei giornalisti USA

I giornalisti del Wall Street Journal, CNN, Bloomberg e Getty Images si sono visti rifiutare il rinnovo delle credenziali di stampa a causa delle misure USA contro i giornalisti cinesi negli Stati Uniti

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La Cina si rifiuta di rinnovare

La Cina si rifiuta di rinnovare gli accrediti stampa dei giornalisti statunitensi, aumentando così il deterioramento dei legami fra Pechino e Washington. Tra le testate coinvolte vi sarebbero Wall Street Journal, CNN, Bloomberg e Getty Images.

La Cina rifiuta di rinnovare credenziali di giornalisti americani

Continuano a inasprirsi le tensioni fra gli USA e la Cina. I due paesi sono in lotta per la guerra commerciale, per la situazione a Taiwan e Hong Kong, per i diritti umani. Ora, il conflitto si è spostato anche sulle testate giornalistiche.

Il governo americano ha imposto delle misure contro i giornalisti cinesi negli Stati Uniti. Infatti, il 6 novembre i giornalisti di testate cinesi in America vedranno il loro visto scaduto, e dovranno quindi lasciare il Paese.

Ora, in risposta a questa restrizione dell’amministrazione Trump, le autorità cinesi si sono rifiutate di rinnovare le credenziali di stampa per almeno cinque giornalisti di testate americane. I giornali coinvolti sarebbero Wall Street Journal, CNN, Bloomberg e Getty Images.

Ai giornalisti coinvolti i funzionari di Pechino hanno inviato delle lettere nelle quali vi è scritto che si dà loro il permesso temporaneo di lavorare utilizzando le credenziali scadute. Inoltre, nelle lettere si sottolinea che il futuro di questi editori dipenderà dal fatto che la Casa Bianca consentirà ai giornalisti cinesi di continuare a lavorare negli USA.

In questa situazione i due Paesi si incolpano a vicenda, con reciproche restrizioni. Infatti, all’inizio di quest’anno la Cina ha espulso 17 giornalisti, quasi tutti americani. Questo è avvenuto dopo che l’amministrazione Trump aveva etichettato i media statali cinesi che operano negli USA come “missioni estere”. A sua volta, Washington ha limitato a tre mesi il periodo di tempo in cui i giornalisti cinesi possono rimanere negli USA.

Dopo questi episodi, le condizioni dei corrispondenti stranieri in Cina sono sempre più deteriorate.

Le reazioni delle testate USA coinvolte

La CNN ha affermato che il suo corrispondente a Pechino, David Culver, è stato informato dai funzionari cinesi che le restrizioni sono una misura reciproca. Questo seguirebbe la decisione del governo americano di limitare i visti ai giornalisti cinesi negli USA. La CNN ha però dichiarato: “La nostra presenza su campo in Cina rimane invariata. Stiamo continuando a lavorare con le autorità locali per far sì che ciò continui”.

Il Wall Street Journal ha riferito che anche Jeremy Page, un reporter britannico del giornale che ha ufficio a Pechino, ha ricevuto una documentazione delle restrizioni. Sia la CNN che il Wall Street Journal hanno detto che i loro giornalisti avrebbero visto rinnovare i loro accrediti stampa. Tuttavia, questi avrebbero avuto una validità di soli due mesi.

La portavoce del ministro degli Esteri cinese, Hua Chunying, ha affermato che la questione tra USA e Cina è nata da un mentalità da “guerra fredda”. Ha asserito: “Se gli USA continuano a percorrere la strada sbagliata, la Cina non ha altra scelta che prendere contromisure giustificabili e necessarie per difendere i propri diritti”.


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