martedì, Febbraio 27, 2024

La Cina cerca di “sostituire” gli USA nel mondo

La Cina cerca di “sostituire” gli USA nel mondo. La Cina sta acquistando maggiore influenza non solo in Africa, ma anche in Sudamerica e in Medio Oriente. Il presidente cinese Xi Jinping vuole conquistare il ruolo di pacificatore globale.

La Cina cerca di “sostituire” gli USA come leader mondiale

La Cina sta cerando di “prendere il posto” degli USA in varie parti del mondo. Il presidente cinese Xi Jinping si comporta da paciere globale e Pechino sta investendo in molti paesi “lasciati indietro” dall’Occidente. La Cina sta ampliando il suo potere in Africa anche grazie agli USA che sono ormai più di 20 anni che non si interessano dei paesi africani. Negli ultimi anni, Pechino ha fatto numerosi investimenti in diversi Stati dell’Africa. Un esempio di come la Cina sta conquistando l’Africa è l’Angola.

La Cina è infatti uno dei principali paesi investitori in Angola con un volume di investimento che supera i 20 miliardi di dollari. L’Angola e la Cina cooperano nelle aree di esplorazione petrolifera, agricoltura, fabbricazione di acciaio e materiali da costruzione. Negli ultimi 17 anni la Cina ha costruito e fornito manutenzione per 2.800 km di ferrovia e 20.000 km di strade, ha costruito 100.000 alloggi popolari, più di 100 scuole e 50 ospedali in Angola. Pechino ha anche detto di voler rafforzare la cooperazione con l’Angola con l’obiettivo principale di costruire fabbriche di montaggio di veicoli, imbarcazioni da pesca e centri di riciclaggio, nonché l’ampliamento dell’offerta sul mercato del lavoro locale.

Alla conquista del Sudamerica

Quello che è successo in Africa con la presenza della Cina sta iniziando in Sudamerica già da qualche tempo basti vedere la posizione del presidente brasiliano nei confronti della Cina e della guerra tra Russia e Ucraina. Nei paesi sudamericani si vede la penetrazione cinese solo dalle macchine che girano per strada. Presa l’Africa la Cina sta cercando di prendere il Sudamerica.

Più influenza in Medio Oriente

Non solo Africa e Sudamerica, la Cina sta cercando anche di assumere un ruolo rilevante in Medio Oriente. Pechino sta cercando di svolgere un ruolo di pacificatore in Medio Oriente. Il governo cinese è stato infatti intermediario dello storico incontro tra i ministeri degli Esteri di Arabia Saudita e Iran, che ha portato alla ripresa delle relazioni diplomatiche tra i due paesi dopo anni di ostilità che hanno provocato numerose tensioni nella regione. Inoltre, a febbraio, poco prima della conclusione dei colloqui Iran-Arabia Saudita, Pechino ha lanciato la sua Global Security Initiative, con l’obiettivo di “risolvere pacificamente divergenze e dispute tra Paesi attraverso il dialogo e la consultazione”. Ma non è tutto. La scorsa settimana, il nuovo ministro degli Esteri cinese, Qin Gang, ha dichiarato che Pechino è pronta a mediare i colloqui di pace tra Israele e Palestina.

Tutto questo avviene in un momento in cui l’influenza degli USA, tradizionalmente il più grande mediatore di potere in Medio Oriente, è diminuita. Secondo gli analisti, la decisione degli USA di ritirarsi dall’accordo sul nucleare iraniano, il suo rapporto caldo-freddo con l’Arabia Saudita, la sua lunga occupazione e il caotico ritiro dall’Iraq e dall’Afghanistan hanno danneggiato la credibilità di Washington. Anche la politica interna ha distratto gli USA, così come una crescente diffidenza tra il pubblico americano nei confronti del ruolo decennale del paese come poliziotto globale. Tuttavia, gli analisti sottolineano che, nonostante la sua influenza in rapida crescita, la Cina non ha ancora la capacità di sostituire gli USA in Medio Oriente, dove Washington ha dozzine di basi militari e alleati che si è impegnata a difendere. 

La Cina è più affidabile perché non interferisce negli affari interni

Gli analisti evidenziano però che la Cina per ora non vuole ancora assumersi la responsabilità di “sostituire” gli USA, ma Pechino vuole beneficiare di una maggiore influenza diplomatica ed economica, lasciando che Washington continui ad occuparsi della sicurezza della regione. Gli analisti affermano che Pechino è vista come un partner commerciale ideologicamente neutrale, che da tempo mantiene una politica di non ingerenza nelle questioni interne dei paesi mediorientali, dalla politica ai diritti umani, rendendola un mediatore meno controverso di paesi come gli USA. Secondo gli analisti, una ragione fondamentale per cui molti di questi paesi hanno una visione favorevole della Cina non è solo perché la Cina non interferisce nei loro affari, è perché non hanno visto la Cina comportarsi in un modo che sarebbe minaccioso per loro.


Leggi anche: I ministri degli Esteri di Iran e Arabia Saudita si incontrano in Cina

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