In Malawi la bici per accedere alle cure HIV

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La bici come strumento per accedere alle cure HIV? Una soluzione che sembra forse banale ma che potrebbe essere la chiave di svolta per un importante problema soprattutto nelle nazioni a basso reddito. Se nelle nazioni ricche le cure sono oggi solitamente di facile accesso e spesso gratuite, come ad esempio in Italia, la situazione è molto diversa nelle situazioni più povere. In molti di questi paesi infatti, i sistemi sanitari ancora oggi non sono in grado di affrontare, in molte situazioni, gli alti costi dei medicinali da distribuire alla popolazione sieropositiva.

Bici e cure HIV. Il caso Malawi

Un recente studio pubblicato da una delle più importanti testate scientifiche, The Lancet Global Health e riportato dal sito AVERT, ha dimostrato quanto sia difficile per molte persone nel mondo accedere ai medicinali per il virus HIV, detti antiretrovirali. La ricerca si è focalizzata sulla situazione del Malawi, nazione africana dove l’80% della popolazione vive in zone rurali. Le lunghe distanze da percorrere per raggiungere i centri urbani portano con se un difficile accesso alle cure sanitarie, tra le quali quelle per l’HIV. Nel paese solo il 2% degli abitanti delle zone rurali possiede infatti un mezzo motorizzato. Dato da mettere inoltre in relazione con un altro valore, quello delle persone sieropositive sotto trattamento con farmaci antiretrovirali, che nel paese sono il 79% (dati 2019). La ricerca ha dimostrato come alcune persone hanno addirittura camminato per quasi 5 ore, tra andata e ritorno, per ritirare i propri farmaci contro l’HIV.

Quali soluzioni?

La bici come strumento per accedere alle cure HIV sembra una semplice ma efficace soluzione. Questo è quello che risulta dalla ricerca presentata da Laurence Palk, Justin T Okano, Luckson Dullie e Sally Blower su The Lancet Global Health. Lo studio ha analizzato attraverso modelli geospaziali i tempi di percorrenza per ogni persona sotto trattamento per accedere ai medicinali studiando anche variabili come le condizioni del terreno e la presenza di strade percorribili. I risultati sono chiari. Incentivare l’utilizzo di questo strumento permetterebbe infatti al Malawi di distribuire i farmaci ad un numero maggiore di persone e in modo più veloce. L’obiettivo è quello di passare da un valore già alto pari al 79% di persone sieropositive in trattamento al 90% entro il 2030. Un investimento dello stato e delle ONG permetterebbe un miglioramento nella condizione generale della mobilità e nell’accesso ai servizi sanitari. Un’idea semplice, forse talmente tanto da essere sottovalutata fino ad ora. Un investimento che potrebbe notevolmente migliorare l’accesso ai medicinali antiretrovirali (e non solo) per migliaia di persone abitanti di tante nazioni a basso reddito.

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