Il piano di pace di Trump fra Israele e Palestina – cosa sta accadendo

A gennaio il presidente Trump aveva presentato il su accordo di pace fra Israele e Palestina, definendolo "l'accordo del secolo". Ma molti critici lo vedono solo come un piano pro-Israele.

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Piano di pace di Trump
Palestina - Israele

Il piano di pace tanto acclamato di Trump fra Israele e Palestina, dichiarato dallo stesso Presidente “l’accordo del secolo”, si è rivelato scarno. Diversi critici hanno sottolineato che è un piano pro-Israele. Il piano potrebbe inoltre minare gli accordi di Oslo.

Il piano di pace di Trump

A gennaio l’amministrazione Trump aveva presentato “l’accordo del secolo” per la pace fra israeliani e palestinesi. Questo piano prevede la rivendicazione territoriale israeliana. Inoltre, si prevede l’eventuale creazione di uno Stato palestinese smilitarizzato, su un territorio molto frammentato. Questo sarebbe collegato con la capitale nei quartieri periferici di Gerusalemme est attraverso ponti e tunnel.

In cambio, il documento promette ai palestinesi ingenti finanziamenti. Tuttavia, rimane ambiguo su che dovrebbe stanziarli.

Questo accordo è estremamente vantaggioso per gli israeliani, che arriverebbero ad estendere la loro sovranità su circa il 30% della Cisgiordania. Invece, i palestinesi hanno definito l’accordo “la truffa del secolo”, in contrapposizione con le parole di Trump.

Inoltre , il piano ha reso scontenti molti coloni, per cui l’idea di uno Stato palestinese è inaccettabile. Infatti, questi coloni ritengono che il governo israeliano debba controllare l’intera Cisgiordania.

Cosa ne pensa la Comunità Internazionale

Fino ad ora, la proposta dell’amministrazione Trump non ha ricevuto molto sostegno. Infatti, l’ONU ha ritenuto il piano “illegittimo”. Inoltre, tale proposta è stata accolta con freddezza dalle monarchie e dagli emirati del Golfo.

La Giordania, unico Paese arabo oltre all’Egitto ad aver firmato l’accordo di pace con Israele, ha minacciato di annullare tali accordi se il piano venisse attuato.

L’Unione Europea ha detto che ci saranno ripercussioni, in quanto ritiene che la proposta USA non vada d’accordo con il diritto internazionale.

Il premier britannico Boris Johnson ha dichiarato che, in caso di annessione, “il Regno Unito non riconoscerà nessuna modifica alle linee del 1967, con l’eccezione di quelle concordate da entrambe le parti”.

Joel Singer, avvocato che ha rappresentato Israele nella negoziazione degli accordi di Oslo, è il più critico nel piano di pace. Singer è inoltre stato Ministro degli Affari Esteri israeliano, nonché Direttore del Dipartimento di diritto internazionale delle Forze di Difesa israeliane. E’ stato anche membro delle delegazioni israeliane che negoziavano i trattati di pace con i paesi arabi vicini. Il New Yorker lo ha definito il “Maven” delle relazioni arabo-israeliane. Il Washington Times lo ha invece definito “il pacificatore”.

In merito al piano, Singer ha dichiarato: “Annettere unilateralmente parti della Cisgiordania sarebbe una chiara violazione degli accordi di Oslo. Una pillola velenosa alla pace in Medio Oriente”.

Cosa è accaduto al piano di pace di Trump

Le annessioni dei territori contenuta nel piano di pace di Trump sarebbero dovute avvenire il 1° luglio. Tuttavia, il premier israeliano Netanyahu non è riuscito a mantenere la promessa. Ha infatti dichiarato che ci sono problemi complessi anche a livello diplomatico da risolvere.

Anche il suo ex rivale Benny Gantz ha dichiarato che il 1° luglio non era una data sacra, e ora Israele ha come priorità l’emergenza coronavirus.

Un cambio di rotta che nessuno si sarebbe mai aspettato, e che fa porre molte domande. Ad esempio, Tel Aviv ci ha ripensato per le troppe critiche ricevute? Oppure l’amministrazione Trump non appoggia più il suo alleato in Medio Oriente?

L’unica cosa certa è che Israele deve sbrigarsi ad attuare il piano, se lo vuole realmente. Infatti, se Biden vincesse a novembre, non approverebbe una simile mossa unilaterale.


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