Il Marchese de Sade: il Surrealismo nell’incoerenza logica

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Il Marchese de Sade è uno scrittore francese, della prima metà 1700 ed inizi 1800. La notorietà del letterato giunge con la realizzazione di diverse opere, con l’utilizzo dello pseudonimo Louis Sade. Alcuni scritti del Marchese risultano proibiti all’epoca e si trovano attualmente, presso la Bibliothèque nationale de France. Come tematiche prevalenti, nelle opere dello scrittore, la razionalità nella teoria della logica, in contrasto all’incoerenza del pensiero filosofico.

Il Marchese de Sade chi è?

In origine, Donatien Alphonse de Sade nasce a Parigi il 2 giugno 1740 e decede a Charenton Saint Maurice il 2 dicembre 1814. Di appartenenza al casato nobile de Sade, i genitori sono Jean Baptiste de Sade e Marie Elénore de Maillé de Carman, della dinastia Borbone.

A fronte di ciò, il padre esercita la carica di ambasciatore a Colonia e la madre è gentildonna. Durante l’infanzia, Alphonse cresce con il principe Giuseppe di Borbone, più grande di quattro anni. Per la formazione scolastica, lo zio letterato Jacques de Sade insegna le nozioni benedettine, al nipote.

Nel 1750, il trasferimento nella capitale francese, per gli studi presso le Lycéè Louis le Grand, dei Gesuiti. Segue la tutela e l’educazione del giovane de Sade, con il precettore Jacques Amblet, appartenente al clero di Ginevra. Nel 1760, la decisione della madre per la vita religiosa, nell’Ordine delle carmelitane, a Parigi.

In adolescenza, la possibilità di Alphonse per l’adesione alla scuola formativa di cavalleria, all’interno della guardia reale di Versailles. Di fatto, la scelta della carriera militare, con la nomina di tenente nel 1755 ed alfiere del reggimento Carabinieri, per il Conte di Provenza.

In seguito, la partecipazione alla Guerra dei sette anni, contro la Prussia. Nel 1763, l’arresto del nobile de Sade, per ragioni illegali e dissolute della vita blasfema dell’aristocratico e diviene prigioniero a Vincennes. Dopo quindici giorni di reclusione, il Marchese de Saderiottiene la libertà e raggiunge la famiglia a Échauffour.

Nel 1764, il trasferimento a Parigi, dove l’aristocratico prosegue uno stile di vita senza equilibrio, in contrasto con le leggi dell’epoca. Consegue per il Marchese de Sade, un secondo arresto ed il ricovero in manicomio, per “perpetuo stato di demenza libertina”, secondo le parole del prefetto Dubois.  

Il pensiero e le opere

Come temi principali, Il Marchese de Sade esprime nei propri scritti, i significati per la comprensione interiore umana, nei relativi aspetti inerenti alla razionalità. A tal proposito, l’esigenza del letterato di esplorare ed espandere le conoscenze, sui comportamenti della ragione.

Tuttavia, l’espressione classica letteraria del nobile de Sade, pone l’attenzione sui risultati, delle proprie verità. Di fatto, l’interpretazione personale, degli stati dell’essere umano, dove lo scrittore intende il Surrealismo unica risposta, alle proprie ricerche umane.

A fronte di ciò, l’esasperazione della sessualità, espressione e pilastro predominante delle opere dell’aristocratico. Dagli scritti del nobile, una perseverante incoerenza tra la concezione surrealista e le sue teorie della logica. Come linguaggio, l’utilizzo di una scrittura semplice, chiara e in assenza di figure retoriche.

Tra le opere più note del letterato, si ricordano: Justine ou les Malheures de la vertu, La philosophie dans le boudoire, Le Cent Vingt Journées de Sodome. Altri scritti del Marchese de Sade, si trovano in custodia, presso la Bibliothèque nationale de France.