Novalis: il parallelo tra filosofia e matematica

Novalis attraverso il movimento romantico denominato nontiscordardimè, simboleggia l'amore e lo sforzo metafisico per accostarsi all'infinito. Raggiungibile attraverso la poesia e la matematica.

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Novalis

Novalis, pseudonimo di Georg Friedrich Philipp Freiherr von Hardenberg è stato un poeta, teologo, filosofo e matematico tedesco. Nato il 2 maggio 1772, fu uno degli iniziatori del Romanticismo, prima della fine del Settecento.

Novalis: la poetica estetico-meditativa

Nel dicembre del 1797 Friedrich von Hardenberg, alias Novalis, conclude gli studi di giurisprudenza, presso l’Università di Jena. Successivamente entra all’accademia di Freiberg per approfondire lo studio della matematica e della chimica.

Oltre che per le sue opere letterarie e filosofiche, che spaziano un pò in tutti i campi, è ricordato come il creatore del fiore azzurro. Ovvero il nontiscordardimé. Uno dei simboli più durevoli del movimento romantico. Una metafora per raggiungere la perfezione. In senso lato, simboleggia l’amore e lo sforzo metafisico di accostarsi all’infinito e all’irraggiungibile. Un proposito impossibile da realizzare, se non attraverso la matematica o la poesia.

Novalis, con la sua sensibilità romantica, tocca il suo apice nel ciclo di poesie “Inni alla Notte”. Sei parti di lunghezze variabili che rappresentano il percorso sentimentale, filosofico e mistico del poeta tedesco, pubblicati nel 1800. Egli contrappone il giorno e la luce all’oscura notte, come dimensione infinita. In cui il sentimento per l’amata Sophie, morta, diventa eterno.

Novalis e il parallelo tra la filosofia, la letteratura e la matematica

Da sempre vi é un rapporto stretto tra la matematica e la filosofia e la letteratura. Fin dall’antichità si evidenziano notevoli tentativi di avvalersi della matematica in ambito filosofico. E spesso la matematica finiva lei stessa per essere una forma di filosofia.

Ricordiamo il filosofo Talete, che oltre a calcolare l’altezza delle piramidi sfruttando l’ ombra da esse proiettata, diede vita al famoso teorema sulle rette parallele che porta il suo nome. Non si può non menzionare Pitagora e i pitagorici che nel periodo tra il 580 a.C. e il 495 a.C, affermavano che “il numero é il principio”. Il cosmo platonico di Platone, formato dai 5 solidi regolari. Come pure Democrito, Eratostene, Aristotele, Socrate, Cartesio.

“La matematica forse non è altro che l’energia spirituale dell’intelletto essoterizzata, ridotta a organo e oggetto esteriore, un intelletto realizzato e oggettivato [. . . ] L’energia della matematica è l’energia che mette ordine.
D’altro canto, ogni scienza matematica tende a ridiventare filosofica, ad essere animata o razionalizzata, poi poetica, infine morale, per ultimo religiosa”

Novalis, frammenti

I teoremi di Euclide suggeriscono straordinarie similitudini a Dante. E’ materia di discussione ai fratelli Karamazov sulla natura euclidea o meno del mondo. A meno di non pensare, con Musil, che «Dio fa il mondo e intanto pensa che potrebbe benissimo farlo diverso». E poi ancora i teoremi di incompletezza di Gödel. L’infinito di Leopardi e la siepe che «il guardo esclude» e tuttavia lascia immaginare l’«interminato spazio di là da quella». «Il presente è il differenziale della funzione dell’avvenire e del passato» dice il poeta Novalis. Non c’è pagina di questi autori in cui le varie discipline non si fondono.

Tra cultura scientifica e umanistica

La storia della filosofia e della letteratura hanno quasi sempre viaggiato in parallelo con la matematica. Filosofia, letteratura e matematica, condividono una remota matrice comune. Le prime sono fatte di lettere, la seconda di cifre. Ma che cosa sono, in realtà, lettere e cifre, se non simboli e convenzioni?.

Strumenti per fissare e comunicare idee, elaborati attraverso processi secolari. In fondo, anche la mitologia greca attribuiva la comune invenzione di alfabeto e aritmetica allo stesso eroe, Palamede. E remote origini ha anche la gematria. La pratica di associare significati ai numeri quando l’alfabeto costituiva anche il sistema di numerazione.  Cominciamo dunque coi numeri.

La matematica è un’ostentazione di audacia della pura ratio; uno dei pochi lussi oggi ancora possibili” 
(Robert Musil da L’uomo matematico) 

L’uomo matematico, è un breve saggio di Robert Musil del 1913.
In questo saggio l’autore, fa alcune considerazioni sul ruolo e la natura della matematica in generale. Ma soprattutto nel mondo moderno. E cioè l’idea che si ha della funzione della cultura. Con le sue parole d’ordine, utilità, professionalità. Ricaduta e produttività. 

Intelletto e spirito, due facoltà umane

Qual è allora, il nesso tra Novalis e Musil? E’ la matematica. Come disciplina autonoma, e soprattutto come libertà di pensiero. Perché Musil è stato forse, uno degli scrittori che meglio hanno definito i legami stretti tra questa questa materia e la conseguente crisi dei fondamenti  e il pensiero filosofico a lei legato.

Nei suoi scritti si evidenzia il successo del mondo positivista, freddo e robotico. E la delusione del Romanticismo. Incapace, data l’irrefrenabile corsa della macchina, di far adottare dall’umanità valori superiori a quelli materiali. Come si legge anche da numerosi passi della sua opera più famosa, “L’uomo senza qualità”.

Musil auspica che l’audacia intellettuale e la precisione della matematica vengano applicate anche al mondo dei sentimenti. “Noi sbraitiamo per il sentimento contro l’intelletto, dimenticando che il sentimento senza intelletto – con rare eccezioni – è una vescica di grasso” – Musil.

Non basta avere opinioni, occorre conoscere le scienze

Il culmine di quella fioritura avvenne nell’800 in cui la matematica entrò nella filosofia con Bertrand Russel, Ludwig Wittgenstein. Oggi la distanza tra queste la si può cogliere anche da questa frase. Nel settembre 2010 Stephen Hawking sparò come una bordata che risuonò in tutto il mondo accademico e non solo. 

La filosofia è morta”, perché “i filosofi non hanno tenuto il passo con gli sviluppi moderni della scienza, in particolare della matematica e della fisica. Gli scienziati sono diventati i portatori della torcia della scoperta nella nostra ricerca della conoscenza.”

Di certo la filosofia non è morta. Considerando i vitali contributi, che ancora oggi vengono dati dalla filosofia. Al pensiero umano in campi come l’etica, l’estetica, la politica.

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