martedì, Giugno 25, 2024

Il Giappone per la sostenibilità

Sappiamo come l’emergenza climatica sia una problematica che coinvolge tutto il mondo e mette l’individuo di fronte a precise responsabilità e a direttive da seguire per lo sviluppo sostenibile. Investire nel green e nella sostenibilità sono obiettivi da condividere come cittadini singole e come imprese. Ripartire da nuove visioni, grazie alle energie rinnovabili e a strategie per utilizzare energie pulite, devono essere lezioni e azioni da mettere in atto per le persone e per il pianeta. Riferendoci all’ambiente, il termine ‘sostenibilità’ richiama i programmi e le azioni da mettere in atto per mantenere l’equilibro tra gli organismi viventi e il loro ambiente fisico con le attività dell’uomo. A tal proposito, arrivano dal Paese del Sol Levante tre tecnologie sostenibili. Andiamo a vedere di cosa si tratta.

Sostenibilità e ambiente

Il Giappone fa progressi per la sostenibilità attraverso tre tecnologie sostenibili. Prima di conoscerle e delinearle, definiamo la ‘sostenibilità ambientale’ come l’ “agire in modo da garantire alle generazioni future le risorse naturali disponibili per vivere uno stile di vita uguale, se non migliore, delle generazioni attuali”. Ci riferiamo all’azione nociva e distruttiva dell’inquinamento. Esso rappresenta un’emergenza attuale più che mai. Costituisce uno dei maggiori rischi per la salute.

Dato che l’aspetto della sostenibilità va a influenzare aspetti della vita dell’individuo, possiamo agire in maniera concreta attraverso l’attenzione per l’ambiente, ovvero quel ‘sistema di fattori fisici, chimici e biologici, di esseri viventi e non viventi e di relazioni di tutti gli organismi che abitano il pianeta’.

L’impegno del Giappone a favore della sostenibilità

A favore della sostenibilità, il governo del Giappone si impegna ad azzerare i rifiuti di plastica negli oceani. Come pure le emissioni di carbonio entro il 2050. Nello specifico, attraverso tre nuove tecnologie.

Tecnologie solari alla perovskite

Un gruppo di ricercatori universitari del Giappone ha scoperto che alcuni minerali cristallini, chiamati ‘perovskiti’, sono fotovoltaici e convertono la luce in tensione. Ciò permette di avere nuovi tipi di celle solari trasparenti. Allora, si tratta di un nuovo materiale che ha come particolare caratteristica quella di essere un ottimo conduttore. Così, può essere utilizzata nelle nuove tecnologie che si interessano alle energie rinnovabili. Il suo utilizzo permette di sostituire all’interno delle celle il piombo con lo stagno. E ancora di creare pannelli anche trasparenti e una diminuzione dei costi di produzione. Al momento, l’utilizzo è focalizzato al settore fotovoltaico. Ma si pensa di estendere tale tecnologia anche incorporandole alle finestre e ai muri di edifici, per aumentare l’energia delle città. Ad oggi il limite, che gli esperti del settore si augurano di aver superato entro cinque anni, è che questo minerale è sensibile all’umidità. Per ovviare a ciò, si provvede a stampare a getto d’inchiostro le perovskiti sul vetro. Per poi aggiungere una seconda lastra di vetro per creare due strati impermeabili entro cui immettere il materiale e tenerlo lontano dall’umidità.

Idrogeno verde sostenibile al 100%

Attraverso l’utilizzo delle energie rinnovabili, è possibile con l’elettrolisi dividere le molecole d’acqua in idrogeno e ossigeno, per ottenere l’idrogeno verde. Questo è l’unico sostenibile al 100%.

Si tratta della soluzione pulita per produrre energia nel futuro. Attraverso la scoperta di un catalizzatore a elevate prestazioni per la produzione di idrogeno, questa tecnologia può facilmente essere applicabile presto ai diversi settori. E attraverso la miniaturizzazione delle dimensioni delle particelle, che avviene a bassa temperatura, si produce a livello sostenibile anidride carbonica.

Produrre plastica di origine vegetale

Per quanto riguarda riuscire a non aumentare la plastica negli oceani entro il 2050, il Giappone pensa a un cosiddetto ‘ecomateriale’. Si tratta di un sostituto vegetale della plastica. Deriva da combustibili fossili ed è progettato proprio nel Paese del Sol Levante. E’ una plastica biodegradabile ma resistente all’acqua e a basso impatto ambientale. Infatti, è composta di biopolimeri di seconda generazione, quindi ottenuta da scarti di altre filiere, a bassi costi di produzione e bassa anidride carbonica. Dunque, queste fibre di cellulosa non perdono la loro resistenza e possono essere presi da altri materiali ‘di scarto’, come fondi di caffè e legno delle foreste di bamboo.

Conclusione

Il Giappone si impegna per la sostenibilità in virtù degli obiettivi dell’ ‘accordo di Parigi’ entrato in vigore il 4 novembre 2016, col quale i governi hanno stabilito di ‘mantenere l’aumento della temperatura media globale ben al di sotto di 2°C in più rispetto ai livelli preindustriali e di proseguire gli sforzi per limitarlo a 1,5°C’, per limitare il riscaldamento globale.

La finalità è rendere sostenibile il passaggio verso un sistema energetico completamente decarbonizzato. Quindi riuscire a ottenere materiali ‘ad emissioni negative di anidride carbonica’, che favoriscono emissioni nette vicine a zero. Per questo il Giappone pone obiettivi di sostenibilità che, attraverso la ricerca, possono diventare azioni concrete per immettere sul mercato prodotti più sostenibili, e migliorare il futuro.

https://www.periodicodaily.com/catturare-le-emissioni-di-anidride-carbonica-e-possibile/

Donatella Palazzo
Donatella Palazzo
Psicologa individuale, familiare e di coppia, e scrittrice. Sessoanalista (Istituto Italiano di Sessoanalisi e Dinamiche Sessuali). Specialista delle Risorse umane. Progettista in ambito sociale e scolastico. Membro dello Staff della Casa Editrice Noitrè. L'attività comprende, tra l'altro, la valutazione dei contributi di prossima pubblicazione, l'organizzazione degli eventi da presentare al pubblico e altro in ambito culturale.

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