Il fantasma elezioni anticipate aleggia sul Governo: le probabili date

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In caso di crisi di governo: probabili elezioni anticipate a settembre.

Le tensioni ci sono, le frecciatine da ambo le parti non mancano, e anche su alcuni punti del contratto di governo, Lega e Movimento 5 Stelle sembrano ancora piuttosto distanti. Nonostante ciò, in diverse occasioni i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini hanno provveduto a smentire qualsiasi ipotesi relativa ad una crisi in corso in seno alla maggioranza ed eventuali elezioni anticipate, ricordando che l’obiettivo primario è quello di lavorare duramente affinché si possano attuare tutte le riforme previste per andare incontro alle esigenze degli italiani.

Tuttavia, in queste ultime settimane la distanza tra leghisti e pentastellati sembra essersi ulteriormente ampliata, soprattutto per quanto concerne il caso Armando Siri, con M5S che continua ad invocare le dimissioni del sottosegretario al Ministero dei Trasporti indagato per corruzione, e il Carroccio che invece prosegue nel tutelare il suo esponente. In questo frangente potrebbe risultare decisiva la tornata elettorale del 26 maggio per il rinnovo del Parlamento Europeo che, a seconda dei risultati, potrebbe cambiare i rapporti di forza all’interno della maggioranza.

Governo: in caso di crisi potrebbero esserci elezioni anticipate.

Difatti, qualora si dovesse confermare quanto preventivato dai recenti sondaggi politici che vedono la Lega davanti a tutti come primo partito italiano e il Movimento 5 Stelle in leggero calo, addirittura superato dal Partito Democratico, non si esclude che la situazione possa ulteriormente peggiorare, portando ad una vera e propria crisi di governo ed eventualmente alle elezioni anticipate.

In caso di elezioni anticipate si potrebbe votare a settembre

Lo spauracchio elezioni anticipate continua dunque ad aleggiare intorno alla maggioranza giallo-verde, ed anche le recenti dichiarazioni di Alessandro Di Battista, il quale ha detto che potrebbe candidarsi qualora si tornasse alle urne, lasciano intendere che qualcosa starebbe già mutando nell’alleanza politica che al momento guida l’Italia. Se dopo il 26 maggio Lega e M5S dovessero giungere definitivamente ai ferri corti, facendo cadere il governo, Sergio Mattarella aprirebbe al più presto le consultazioni al Quirinale per capire se ci sarebbero ancora margini per avere un Conte-bis con relativo rimpasto, o per trovare una soluzione alternativa. In questo caso, però, il Presidente della Repubblica quasi certamente dovrebbe fare i conti con l’opposizione del Partito Democratico, il cui segretario, Nicola Zingaretti, ha già ribadito in diverse occasioni che la strada da percorrere sarebbe quella di una nuova chiamata al voto per tutti gli italiani.

Intanto anche nel centrodestra si starebbe lavorando in silenzio per valutare se, di fronte ad una rottura definitiva tra Lega e M5S, si potrebbe arrivare ad un accordo per avere un esecutivo costituito dal Carroccio, Forza Italia e Fratelli d’Italia, anche se bisognerebbe fare i conti con i seggi per garantirsi una solida maggioranza. Tuttavia, Mattarella per non giungere subito alle elezioni anticipate potrebbe provare a spingere per un secondo Governo Conte che arrivi almeno ai primi mesi del nuovo anno, puntando soprattutto all’approvazione della manovra finanziaria.

Del resto, il Capo dello Stato vorrebbe evitare di giungere alle elezioni anticipate a stretto giro, perché ci sono ancora tante situazioni in sospeso da risolvere soprattutto in merito alla questione dei conti pubblici su cui sta vigilando anche l’Unione europea. Al contempo, dopo le elezioni europee, il Quirinale preferirebbe avere ancora un governo saldo in carica che possa portare avanti le trattative con Bruxelles per giungere al rinnovo delle varie cariche istituzionali comprendenti il Consiglio, il Parlamento, la Commissione e anche la Bce. Ad ogni modo, nella malaugurata ipotesi che leghisti e pentastellati non riuscissero a proseguire nella loro collaborazione, il Colle avrebbe già segnato in calendario due probabili date per indire le elezioni anticipate.

Ipotesi elezioni anticipate: Mattarella potrebbe optare per 1 o 8 settembre.

Siccome sono necessari 60 giorni per la campagna elettorale, il primo periodo utile sarebbe quello relativo al mese di agosto, ma si sa che chiamare alle urne i cittadini in estate non è proprio la soluzione migliore. E così tutto potrebbe slittare a settembre, ma non alla fine, bensì all’inizio del mese, perché in questo modo ci sarebbe tutto il tempo per formare un nuovo governo che avrebbe subito il compito di approvare la legge di bilancio per il 2020.

Considerando questi calcoli, i giorni per eventuali elezioni anticipate potrebbero essere l’1 o l’8 settembre: certo, ciò costringerebbe le varie forze politiche ad organizzare la campagna elettorale d’estate, ma se la situazione dovesse precipitare questo sarebbe il male minore, avendo la necessità di dare all’Italia un nuovo esecutivo al più presto. Questi ragionamenti, però, potranno essere ripresi e approfonditi soltanto dopo la tornata elettorale del 26 maggio che, anche se rivolta al Parlamento europeo, rischia di avere dei risvolti significativi sul nostro panorama politico.

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