Hailé Selassié -1930: Imperatore d’Etiopia

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Hailé Selassié sale sul trono etiope nel 1930 e rimane alla guida del reame fino al 1974. Inoltre, l’imperatore appartiene alla dinastia dei sovrani Salomone e di Saba, da cui eredita il titolo. Durante il regno, anche l’acquisizione degli altri titoli di: Leone conquistatore della tribù di Giuda, luce del mondo e signore dei signori.

Hailé Selassié chi è?

Il sovrano etiope nasce ad Egersa Goro, il 23 luglio 1892 e decede ad Addis Abeba, il 27 agosto 1975. Di appartenenza alla stirpe salomonide da David alla Tribù di Giuda, Hailé Selassié cresce nel palazzo del casato imperiale e col padre ras Manconnèn Uoldemicaèl. Durante l’infanzia, la famiglia impone al figlio un’educazione nei valori dei Gesuiti e negli ideali del clero. Mentre in giovane età, l’erede al trono etiope acquisisce le conoscenze delle lingue straniere del francese e dell’arabo e diviene governatore di Harar. Agli inizi del 1900, Hailé Selassié si unisce in matrimonio con Menen Asfaù.

Hailé Selassié: la carriera

Nella discendenza da Salomone, Hailé Selassié sembra diventare il successore del parente Menelik, ma sale sul trono il musulmano Ligg Lasù V. Dopo qualche anno, Selassié aderisce al colpo di Stato per l’opposizione al regnante in carica, con la conseguenza della sua deposizione. A fronte di ciò, sale sul trono d’Etiopia l’imperatrice Zauditù e l’erede salomoide diviene il reggente.

In tale circostanza, sostengono il colpo di Stato anche l’Italia, il Regno Unito e la Francia. Per quanto riguarda l’attività sovrana, Hailé Selassié sostiene la modernizzazione dell’Etiopia, dove il Paese entra nelle Società delle Nazioni. Nel 1924, Selassié raggiunge diversi Paesi d’Europa, tra cui anche l’Italia, dove visita il Vaticano.

Dopo quattro anni, segue l’incoronazione del Re d’Etiopia come negus e la successione di imperatore il 2 novembre 1930, alla scomparsa della sovrana Zauditù. Nello stesso periodo, il re dei re realizza la prima costituzione dell’Etiopia, con l’ampliamento dei poteri imperiali, nel modello giapponese.

Di conseguenza, nascono il senato e l’Università di Addis Abeba, dove l’imperatore s’ispira anche agli schemi occidentali per modernizzare il Paese. Tuttavia, il regnante dimostra cautela nei cambiamenti, per mantenere l’equilibrio con l’aristocrazia ed il clero, sostenitori degli schemi tradizionali. Oltre a ciò, l’imperatore tenta di rimuovere la schiavitù ed il feudalesimo con forme liberali di governo, all’insegna del pensiero modernista.

Il diritto di libertà

Negli anni dell’Italia fascista, l’Etiopia non ottiene i consensi per le idee liberali e di modernizzazione. Per tale ragione emerge il tentativo di opposizione, con i finanziamenti agli aristocratici feudali. In seguito, in Etiopia si giunge all’abolizione della compravendita di schiavi ed alla promulgazione di leggi, per il diritto di libertà ai figli degli schiavi. Da qui, la conseguenza della riduzione della schiavitù, anche se nonostante molti tentativi di abolizione effettiva, la stessa giunge ufficiale solo negli anni successivi.