Guerra turco – veneziana 1537: la vittoria ottomana

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Dal 1537 al 1540, il secondo scontro militare inerente alla guerra turco – veneziana, tra la coalizione della Repubblica di Venezia e l’Impero ottomano, in alleanza con il Regno di Francia. A fronte di ciò, a capo delle truppe turche e francesi Hayreddin Barbarossa, mentre al comando dell’alleanza veneziana Andrea Doria. Come conseguenza del conflitto bellico, il successo per le truppe turche.

Guerra turco – veneziana: quali sono i fatti precedenti al conflitto?

Come causa della guerra turco – veneziana, l’alleanza militare tra il sovrano francese Francesco I ed il Sultano ottomano Solimano il Magnifico, in opposizione all’imperatore di Roma Carlo V. Inizialmente, la strategia bellica della coalizione prevede l’attacco dell’Italia, con l’assedio della parte settentrionale da Francesco I e dell’altra meridionale dal sovrano ottomano.

In realtà, il piano strategico delle parti alleate non si concretizza e consegue la Guerra d’Italia dal 1536 fino al 1538, con Francesco I nell’invasione del Piemonte e la conquista di molti territori. Quando Carlo V chiede il sostegno bellico delle milizie genovesi, la conseguenza di sconfitta per Francesco I.

Durante lo stesso periodo, l’impossibilità di Solimano il Magnifico, di offrire l’appoggio bellico al sovrano francese. Nel 1537, l’arrivo delle truppe turche ad Otranto, presso l’accampamento a Valona e l’ordine di ritirata delle stesse dopo un mese, per il rifiuto di Francesco I di attacco alla Lombardia. Ciò nonostante, la presenza delle milizie ottomane in Puglia, scatena timore nei confronti dei Romani, che pensano ad un assalto bellico.

Guerra turco – veneziana: il conflitto

Nel 1537, i conflitti tra Veneziani e Turchi degenerano con la Battaglia di Klis, presso l’area asburgica della Dalmazia. A fronte di ciò, la caduta della città degli Asburgo e da qui, la Guerra turco – veneziana, tra milizie ottomane e forze veneziane. In seguito, la decisione del Sultano turco Solimano il Magnifico dell’assedio all’isola di Corfù e la conseguenza di annullamento dell’accordo di pace, firmato in precedenza con Venezia nel 1502.

Sull’isola, una notevole resistenza militare delle truppe veneziane, ai colpi di artiglieria degli avversari. Dopo due settimane, di continui attacchi alla città delle truppe ottomane, il capo turco decide il ritiro del proprio esercito ed il ritorno ad Adrianopoli. Nel 1538, l’intervento di Papa Paolo III sull’a necessità della creazione di una Lega Santa, in difesa degli attacchi turchi. Come risultato, il pontefice conclude la guerra tra il sovrano di Francia Francesco I e Carlo V. Anche il Doge di Venezia Andrea Gritti aderisce all’alleanza del pontefice.

Le conseguenze

Dopo la formazione della Lega Santa di Papa Paolo III, Hayreddin Barbarossa Pasha diviene il comandante della flotta turca e conquista numerosi territori veneziani, nel Mare Egeo e Mediterraneo. Di fatto, il condottiero turco ottiene i predomini di Monemvasia, Navpione e delle isole Naxos, Paros, Santorini ed Andros.

In seguito, l’avanzata delle truppe ottomane anche nelle aree del Mare Adriatico e la Battaglia di Préveza tra milizie veneziane ed ottomane. Al comando della Marina della Lega Santa, il genovese Andrea Doria, che dopo l’assalto militare di Kotor, intrappola le milizie dell’avversario Barbarossa, all’interno del Golfo di Ambracia. Tuttavia, l’incapacità del capo militare veneziano, nel proseguire la difesa all’assalto ottomano e la resa per i Veneziani, con la vittoria delle forze turche.